Un doppio binario per le cooperative

20/07/2001

Il Sole 24 ORE.com






    Un doppio binario per le cooperative
    G.Ne.
    ROMA – Un intervento in profondità. Tale da far parlare l’Ulivo di un ingiustificato attacco e tentativo di ridimensionamento di tutto il movimento cooperativo, mentre la Casa delle libertà ha sotenuto la necessità di un indispensabile aggiustamento della normativa e della situazione attuale non più rispondente alla realtà del mercato. Di sicuro il nuovo articolo 5 del disegno di legge Mirone ha scavato un ulteriore solco nei già difficili rapporti tra maggioranza e opposizione. Il relatore sulla parte ordinamentale, Giorgio La Malfa, ha riformulato drasticamente la norma sulla quale nella scorsa legislatura si era trovata una faticosa intesa. E ha puntato sulla concessione di benefici fiscali solo ai soggetti che conservino finalità mutualistiche. Sullo sfondo c’è l’ipotesi dello snaturamento attuale di una buona parte del mondo cooperativo che vedrebbe in buona parte presenti soggetti che puntano più al profitto che al soddisfacimento degli interessi dei soci. Questa la "filosofia" dell’emendamento del presidente della commissione Finanze che richiama in molti passaggi il rispetto, invece, degli scopi mutualistici. All’ultimo momento il relatore è venuto poi incontro alle perplessità della Lega, preoccupata della salvaguardia della specificità delle casse rurali, e ha escluso le banche popolari e gli istituti di cooperazione bancaria dall’applicazione della normativa. Così, il Governo viene delegato a definire le caratteristiche della cooperazione costituzionalmente protetta con riferimento alle società che svolgono la propria attività prevalentemente a vantaggio dei soci. In questo senso e per questi soli soggetti andranno poi valorizzati proprio quegli strumenti e istituti che siano diretti al raggiungimento di finalità mutualistiche. Le facilitazioni di natura fiscale saranno, poi, concesse solo alle società cooperative che rientrino nella definizione di società costituzionalmente protetta. Stesso discorso per quanto riguarda il controllo dell’autorità governativa che andrà limitato al solo caso delle cooperative tutelate. La Malfa ha poi definito anche i binari lungo i quali dovrà muoversi la riforma per le società cooperative diverse da quelle tutelate a norma di Costituzione. Per gli osservatori critici è una proposta che divide in soggetti di serie A e soggetti di serie B e che fa perdere di vista le finalità sociali di tutto un settore che rappresenta, invece, un fattore di pluralismo e di arricchimento del mercato. In ogni caso il modello per tutte queste figure, in sostanza "intermedie", diventa la società per azioni. Nei limiti del possibile andranno, infatti, applicate le disposizioni che disciplinano le Spa o, in alternativa, quelle che regolano la vita delle Srl. È previsto l’ingresso di soci finanziatori che andranno tutelati sia sul piano patrimoniale che su quello amministrativo. Verrà anche incentivato il ricorso al mercato dei capitali attraverso l’emissione di strumenti finanziari, di natura partecipativa e non partecipativa. Confermato, poi, l’inserimento di una disposizione che affida all’Esecutivo il compito di precisare le agevolazioni che dovranno permettere il passaggio a vere e proprie società lucrative, ma senza perferenza per una forma sociale, delle cooperative che si trovino, anche per dimensioni, in una situazione che la maggioranza ha giudicato ibrida.
    Venerdí 20 Luglio 2001
 
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