Un discorso politico

07/02/2002





Un discorso politico
ROSSANA ROSSANDA

Forte e raziocinante � l’immagine della Cgil che Cofferati ha voluto mandare da Rimini, aprendo un’assemblea che quasi non lo lasciava cominciare per gli applausi crescenti. Ma ai delegati, che venivano da mesi di lotta senza paragoni negli ultimi anni e nel resto d’Europa e si preparano ad uno sciopero generale che sono determinati ad avere, Cofferati ha concesso ben poca emozione; si � appena felicitato per l’ampiezza della mobilitazione e ha ingenerosamente dimenticato quella Fiom che aveva da sola aperto la strada che oggi l’intera confederazione sembra fare sua.
Quel che gli premeva era di mostrare che la Cgil non � solo un movimento deciso di resistenza dei lavoratori sotto il fuoco, ma � oggi il pi� grande soggetto politico di opposizione. Che vi � costretta da un governo che mira a rovesciare in pochi mesi la costituzione materiale del paese e dal silenzio di una sinistra che neppur sembra rendersi conto di come, abbattendo i diritti del lavoro, destrutturando gli strumenti della contrattazione, trasferendo parti sempre pi� ingenti di reddito all’impresa a scapito dei salari e delle pensioni, restaurando una vecchia scuola classista in un’ottica tutta aziendale, il governo restringa financo gli spazi della dialettica democratica formale.
Progetto reazionario e miope di un padronato che ancora una volta, non potendo pi� contare sulla svalutazione, punta sulla compressione dei costi invece che sull’innovazione di prodotto – tema prediletto del segretario generale fin da quando D’Amato ha assunto il governo della Confindustria. Ma cos� facendo preclude al paese sia la coesione sociale sia la crescita, e ogni ambizione europea. Ma mai come ora ha avuto dalla sua governo, maggioranza parlamentare e Banca d’Italia – a Fazio, il segretario della Cgil non ha risparmiato le critiche, certo non scordando che il centrosinistra volentieri lo avrebbe candidato a premier.
E’ stato un discorso da leader politico pi� che sindacale. Ha avuto gli applausi pi� calorosi dell’assemblea contro la guerra e a sostegno del movimento palestinese. Ne ha forse deluso la parte pi� combattiva che avrebbe voluto una maggiore precisione negli obiettivi e nelle strategie rivendicative. La sinistra politica lo ha ascoltato con freddezza; Ds e Rifondazione comunista infastidite per opposte ragioni. Era un riformista che parlava, non pi� di questo ma non meno di questo.
Vedremo come si orienter� il dibattito. All’interno della Cgil Cofferati passa per una via stretta fra un ridimensionamento di combattivit� che gli chiede la maggioranza di area ds e il sospetto di moderatismo che gli viene dalla sinistra interna. Se il congresso si concluder� con una ricomposizione – e se ci sar� non potr� essere che alta – il "cinese" ce l’avr� fatta, e a giugno lascer� la sua organizzazione pi� forte di come l’ha trovata.