«Un decreto rilancerà i consumi ma tornerà la tassa sulla salute»

23/05/2003

 
 
      Pagina 9 – Economia
venerdì 23 maggio 2003
 
 
Berlusconi: per il turismo mobiliteremo Alitalia, treni e musei.
Maroni: sulle pensioni no ai disincentivi
"Un decreto rilancerà i consumi ma tornerà la tassa sulla salute"
Irpef 2004, il premier frena. E Bossi attacca la Confindustria


          ROMA – Il rilancio dell´economia, sollecitato da Confindustria e sindacati, passerà attraverso un decreto legge che il governo varerà entro giugno per aiutare «certi consumi e il turismo». Lo ha annunciato ieri sera il presidente del Consiglio, Silvio Berlusconi, a «Porta a Porta», precisando che il provvedimento cercherà «di incentivare il turismo interno e quello proveniente dall´estero: mobiliteremo l´Alitalia, le Ferrovie, i musei per invogliare gli italiani a un turismo culturale». Intanto, però, rispunta la tassa sulla salute. L´idea di Berlusconi è quella di una «staffetta» con l´Irap. Via questa dentro quella. Con una sorpresa: la riduzione dell´Irpef per il prossimo anno «dipenderà dalle emergenze della situazione economica e dall´andamento dei conti pubblici», frena Berlusconi.
          «C´è la volontà di abolire l´Irap in cinque anni – ha detto il premier – una tassa controproducente, che colpisce il lavoro e le imprese. Ma l´Irap procura un gettito di 62mila miliardi di vecchie lire, per cui ci sarà bisogno di una contropartita, di un ritorno al passato, ad esempio tornando al contributo sanitario, che consentirà un parziale recupero del reddito». È, questa, la risposta al presidente della Confindustria, Antonio D´Amato, che ieri ha chiesto – tra le altre cose – un taglio anticipato dell´Irap nel Mezzogiorno. Pronta la reazione di Rosy Bindi, ex ministro Sanità dell´Ulivo: «Tutti ricordano quanto la tassa sulla salute sia stata odiosa e ininfluente ai fini della consistenza del fondo sanitario. La politica di Berlusconi è togliere ai poveri per continuare a dare ai ricchi».
          Sul fronte delle pensioni, intanto, il ministro Roberto Maroni ricorda a D´Amato («con cui non c´è scontro») che la delega previdenziale non contiene i disincentivi alle pensioni di anzianità. Maroni, tuttavia, precisa: «Aspetto di incontrare Berlusconi per verificare se la posizione del governo è cambiata. A me non risulta». A frenare sulle pensioni di anzianità, nella maggioranza, è però rimasta solo la Lega. «Il lodo pensioni è più importante del lodo Maccanico – ha detto Umberto Bossi a Treviso – lì bisogna che i lavoratori ci guadagnino se si vuole che vadano avanti a lavorare». Bossi ha anche attaccato D´Amato: «È un assistenzialista. È andato lì, ha preso qualche applausetto di prammatica. È uscito alla sua maniera spiegando che bisogna allungare l´età pensionabile ai lavoratori».

          Presenti in platea all´assemblea della Confindustria anche i presidenti di Camera e Senato, Casini e Pera. Quest´ultimo ha definito l´intervento di D´Amato «di alto profilo». Per Casini, la relazione richiama tutti «all´assunzione delle proprie responsabilità» e ha «il merito di porre al centro della riflessione argomenti caldi come la previdenza».
          (r.d.g.)