Un cabina di regia per il turismo

08/02/2005

    martedì 8 febbraio 2005

    sezione: ECONOMIA ITALIANA – pagina 20


    PALAZZO CHIGI Definite le linee-guida per il rilancio ma ancora nulla di fatto per la riforma dell’Enit

    Un cabina di regia per il turismo

      Il futuro comitato Stato-Regioni avrà compiti di vigilanza e indirizzo Sviluppo Italia sarà l’advisor sui programmi

        VINCENZO CHIERCHIA

          MILANO • Per la svolta si dovrà attendere: l’incontro di ieri a Palazzo Chigi sul rilancio dell’industria turistica (si veda «Il Sole-24 Ore» del 6 febbraio) è risultato nei fatti sostanzialmente interlocutorio e al di sotto delle aspettative.

          Al summit, coordinato dal sottosegretario Gianni Letta, hanno partecipato diversi esponenti del Governo (i ministri Siniscalco, La Loggia e Stanca), le Regioni erano rappresentate dal vicepresidente della Liguria, Gianni Plinio; in prima linea anche le associazioni degli operatori e Sviluppo Italia.

          Ci si attendevano dal vertice il varo dello schema di riforma dell’Enit, con il decollo dell’Agenzia nazionale per il turismo, e impegni del Governo sul fronte di un rilancio degli investimenti nel settore (come promesso peraltro dal premier Berlusconi alla Conferenza di Genova di fine settembre) con l’obiettivo di recuperare quota in campo internazionale.

          Nel corso dell’incontro è stata decisa la costituzione di un tavolo tecnico tra Governo e Regioni (con l’aggiunta delle associazione delle imprese) che avrà come obiettivo la formulazione di proposte concrete da inserire nell’ambito del provvedimento generale sulla competitività. Una commissione di sette rappresentanti del Governo e di sette delle Regioni (con l’intervento delle associazioni di categoria) lavorerà
          quindi con l’obiettivo di definire misure concrete: probabilmente si cercherà in questa sede di risolvere il nodo dei canoni demaniali, si cercheranno fondi per ridare slancio alla legge 135 sui sistemi turistici locali (servono circa 70 milioni), si esaminerà la possibilità di armonizzare le aliquote Iva (oggi al 10%) nel turismo con quelle dei Paesi più diretti concorrenti dell’Italia, che sono al 5 per cento. Probabilmente nel decreto sulla competitività ci sarà un incremento dei fondi per l’Enit, ossia per l’organismo che provvede a promuovere sui mercati esteri le vacanze in Italia.

          Nello stesso tempo è stata definita l’istituzione di una cabina di regia tra Governo e Regioni (da formalizzare attraverso uno specifico Dpcm) che avrà compiti di vigilanza e indirizzo sul settore. Per Sviluppo Italia, che avrebbe dovuto essere il perno della nuova Agenzia nazionale (secondo i progetti caldeggiati dal ministero dell’Economia) si profila al momento un ruolo di advisor del Governo sui programmi. La cabina di regia avrà dunque una valenza istituzionale, secondo lo schema delineato nel corso dell’incontro di ieri. Ma è facile pensare che i tempi di istituzione del nuovo organismo non saranno brevissimi. Tra pochi giorni infatti scadono i poteri di 14 Giunte regionali (con i relativi assessori al Turismo) ed è anche possibile che dalle urne in aprile escano maggioranze diverse che faranno cambiare il colore politico delle varie Regioni.

          Il sottosegretario Letta ha ribadito la necessità di coordinare le azioni di promozione nazionali con quelle regionali, ricordando i buoni risultati del modello francese (Maison de la France). Il ministro dell’Innovazione Lucio Stanca ha rilanciato sulla realizzazione del maxi-portale Internet sull’offerta turistica italiana in corso di realizzazione da tempo. «Le Regioni esprimono soddisfazione per le proposte di Letta, quella della cabina di regia e quella di avviare in tempi brevissimi un tavolo tecnico che definisca le misure da inserire nel provvedimento sulla competitività», ha commentato Plinio.

          Cauti gli operatori. «Siamo in vigile attesa sui prossimi passi», ha aggiunto Costanzo Jannotti Pecci, presidente di FederturismoConfindustria. «Si poteva fare di più — ha sottolineato Claudio Albonetti, presidente di AssoturismoConfesercenti. — Ci sono molti elementi per essere delusi».