Un buono per regolarizzare i lavoretti

26/05/2003



              24/5/2003

              IN ARRIVO UN VOUCHER CHE SI ACQUISTA IN EDICOLA E SI CAMBIA IN POSTA
              Un buono per regolarizzare i lavoretti

              CINQUE ore di baby sitter, il fine settimana del cameriere in pizzeria, la giornata del giardiniere saltuario: regolarizzare le micro prestazioni di mano d’opera, finora rimaste nel sommerso, diventerà possibile grazie ai «voucher», buoni di piccolo taglio (10,20 o 50 euro) equivalenti a una o più ore di lavoro, da acquistare nelle edicole e da cambiare per il corrispettivo in denaro negli uffici postali. È una delle novità previste dalla legge delega sul lavoro ispirata da Marco Biagi e illustrata ieri in un convegno a Mestre da Luca Meldolesi, presidente del Comitato nazionale presso la Presidenza del Consiglio per l’emersione del lavoro non regolare. L’idea del voucher per i piccoli lavori saltuari, sostanzialmente impossibili da regolarizzare, è nata dalla «scuola di Modena», il gruppo con cui lavorava Biagi, ed è stata tradotta in proposta legislativa dal Comitato per l’emersione del lavoro sommerso. Lo scopo – ha spiegato Meldolesi – è consentire alle famiglie italiane di regolarizzare il rapporto con chi offre queste prestazioni spesso domestiche, e alle decine di migliaia di baby sitter, colf ad ore, camerieri del week end di percepire i compensi alla luce del sole. In più, versando una piccola parte di contributi. I «voucher», infatti, dovrebbero comprendere nel costo una parte legata al compenso effettivo ed un’altra al contributo previdenziale. Quest’ultima sarebbe trattenuta dall’erario, attribuendola a chi la versa, nel momento del cambio del buono in denaro all’ufficio postale. Una novità assoluta per l’Italia, ma non per altri Paesi europei come Francia, Germania e Belgio. Secondo Meldolesi, tuttavia, la forma più flessibile e adatta per l’Italia è quella in vigore in Belgio. «Secondo me – ha osservato Meldolesi – bisogna creare una condizione di grande libertà. La persona che svolge questi piccoli lavori diventa regolare, punto e basta. E non sarebbero i buoni un ulteriore forma di controllo, ma forme facilmente negoziabili che anche in economia vengono definite “quasi denaro”».