Un assessore nel carrello

06/05/2004



   
6 Maggio 2004
SOCIETÀ




 

Un assessore nel carrello
Agrigento, scontro al comune per il progetto di un supermercato nella Valle dei Templi
I rischi di una mega speculazione edilizia nella famosa zona archeologica della Sicilia. L’opposizone chiede le dimissioni dell’assessore di An Salvatore Falzone. E sul centro commerciale, sponsorizzato dalla Curia, pesa anche l’ombra della mafia

ALFREDO PECORARO

PALERMO
Doveva sorgere a metà strada tra la Valle dei Templi e la casa di Pirandello, nel cuore del patrimonio artistico e monumentale di Agrigento, già svilito dall’abusivismo edilizio. Più di 36 mila metri quadrati, diversi capannoni, parcheggi per oltre mille auto e quanto serviva per un grande centro commerciale nel quartiere Villaseta-Monserrato. In molti speravano nel «miracolo», persino la Curia, con l’arcivescovo della Diocesi di Agrigento, Carmelo Ferraro, pronto a prendere carta e penna per far rinsavire gli oppositori, sollecitare gli amministratori e tranquillizzare i fedeli nelle omelie della domenica. Sul centro commerciale, però, è piombata l’inchiesta «Alta mafia» della Dda di Palermo che lo scorso marzo ha portato all’arresto dell’imprenditore Gaetano Scifo, ritenuto il titolare delle due ditte, la Imedil e la Sogeme, che avevano presentato il piano, ottenendo le licenze edili e commerciali. Scifo è accusato dalla Procura di associazione mafiosa, così come un altro imprenditore – Calogero Russello – ritenuto socio occulto dello stesso Scifo nel Consorzio Ecoter, al centro dell’indagine che ha svelato gli affari che stavano dietro all’appalto per la ristrutturazione del quartiere Villaseta-Monserrato.

A meno di due mesi dall’inchiesta, che ha coinvolto anche il deputato regionale dell’Udc e all’epoca dei fatti assessore ai lavori pubblici Vincenzo Lo Giudice finito in carcere, Beppe Arnone, vice presidente del consiglio comunale, tira in ballo l’assessore al Contenzioso di Agrigento, Salvatore Falzone (An), accusandolo di aver tentato di ostacolare le diffide presentate contro la costruzione del centro commerciale e di aver presieduto la commissione edilizia per spingere il progetto. «Tra l’altro ¡denuncia Arnone, che è anche componente del direttivo di Legambiente Sicilia ¡Falzone è nipote di Russello, il socio occulto di Scifo e, come emerge dalle intercettazioni della Dda, il pagatore delle tangenti per ‘Hamel e i sodani’. Hamel era l’assessore ai Lavori pubblici del comune di Agrigento dal `93 al 2000 nella giunta del sindaco Calogero Sodano, oggi senatore. Con i sodani è da intendersi ovviamente Sodano e i suoi conclamati collaboratori negli illeciti del consorzio Ecoter». Arnone chiede le dimissioni di Falzone e auspica una controllo sugli atti del comune da parte della Prefettura per verificare eventuali infiltrazioni mafiose. E ancora: «Perché il comune ¡sottolinea ¡non fa nulla per recuperare circa 2,5 milioni di euro non pagati dalla Imedil-Sogeme come onori di urbanizzazione?». Accuse che Falzone respinge. «Ho partecipato, su delega del sindaco, a diverse riunioni della commissione edilizia con all’ordine del giorno il progetto del centro commerciale ¡ammette – ma in nessuna di queste sedute è mai stato trattato l’argomento per mancanza del numero legale». All’assessore, inoltre, non risulta che suo zio Russello e Scifo siano mai stati in affari, «credo che non risulti da nessuna parte», e ricorda che quando si è insediato, nel luglio del 2003, «era già stata rilasciata la licenza commerciale alla Imedil-Sogeme da una conferenza di servizi, così come la licenza edilizia». Sui 2,5 milioni di oneri non pagati, sottolinea che «si stanno facendo le verifiche attraverso gli elenchi, se quello che dice Arnone risulta agli atti ci adopereremo per recuperare le somme». «E’ chiaro ¡ aggiunge l’assessore di An ¡che non posso prendere in considerazione le richieste di un consigliere dell’opposizione, non c’è alcuna ragione perché debba dimettermi. Comunque, farò valere le mie ragioni in tutte le sedi contro l’intento diffamatorio che si consuma contro di me. Non è possibile che ad Agrigento chi si mette contro Arnone debba sempre essere accusato di essere mafioso».

Ma nel mirino di Arnone non c’è solo Falzone. L’ambientalista contesta anche il ruolo della Chiesa nell’operazione centro commerciale. E in particolare la posizione assunta dall’arcivescovo di Agrigento, Carmelo Ferraro. «Dopo che ho risposto a una lettera di tre preti che appoggiavano i politici a portare avanti il progetto ¡dice Arnone ¡l’arcivescovo ha diramato un comunicato sostenendo la nascita del grande centro commerciale, lanciando un ammonimento chiaro: `chi si oppone al progetto è portatore di interessi occulti che il buon Gesù provvederà a disvelare’». Poche ore dopo l’invio della nota ecclesiale, su richiesta della Dda di Palermo saranno arrestati Scifo, Russello e Lo Giudice per l’affare Ecoter.