Un anticipo sui tempi della riforma Biagi

20/02/2003




Giovedí 20 Febbraio 2003
NORME E TRIBUTI


Un anticipo sui tempi della riforma Biagi


Sulla riforma del collocamento il Governo ha deciso di giocare d’anticipo e anzichè attendere l’approvazione della legge delega sul mercato del lavoro, ha utilizzato la delega contenuta nella legge 144/99, per anticiparne alcuni contenuti. Tre sono, infatti, gli obiettivi principali indicati nell’articolo 1 della legge che è stata approvata il 5 febbraio scorso dal Parlamento. Il primo riguarda la ridefinizione, la riorganizzazione e la semplificazione dei servizi che dovranno essere forniti dalla pubblica amministrazione e, in particolare, dagli enti locali. Il secondo obiettivo è quello di estendere le competenze e, quindi, attribuire a nuovi soggetti anche non in esclusiva, i compiti di ricerca, selezione e collocazione del personale. Il terzo risultato, infine, è quello di rivedere l’attuale mormativa in tema di somministrazione di mano d’opera abolendo la legge 1369/60 e sostituendola con una disciplina che risponda a citeri di maggiore flessibilità. Il primo obiettivo era già stato messo in cantiere dal decreto legislativo 181/2001 e dal Dpr 442/2000, ma era rimasto un processo incompleto soprattutto perchè, nonostante fossero stati modificati radicalmente compiti e funzioni del collocamento pubblico, continuavano a rimanere in piedi tutte le vecchie strutture realizzate per compiti completamente diversi come, per esempio, le diverse liste di disoccupati prive ormai di qualsiasi significato. Il decreto legislativo 297/2002, entrato in vigore il 30 gennaio scorso, completa il processo, attraverso una serie di misure che ritroviamo, in buona parte, nell’articolo 1 della legge delega: vengono definite meglio le competenze degli enti pubblici coinvolti nella fornitura dei servizi all’occupazione prevedendo una notevole autonomia per gli enti locali, pur nel rispetto dei principi generali indicati nel provvedimento; sono abrogate tutte le norme incompatibili con la nuova regolamentazione: in particolare, per esempio, la legge 264/49, la legge 56/87 e la regolamentazione del libretto del lavoro; viene confermata l’attribuzione allo Stato della gestione della banca dati (Sil) e sono previste nuove regole per le schede anagrafiche e le schede professionali; sono soppresse tutte le liste di collocamento ordinarie e speciali con l’eccezione di quelle per i lavoratori in mobilità e per i disabili; sono introdotti concetti più razionali per l’individuazione dei lavoratori ai quali fornire servizi in via prioritaria (per esempio giovani, adolescenti, disoccupati inoccupati e donne in cerca di reinserimento lavorativo).
NEVIO BIANCHI

L’incrocio
I principali intrecci fra le modifiche in vigore e le previsioni della riforma Biagi del mercato del lavoro decreto legislativo La riforma Biagi

    il decreto legislativo
    la riforma Biagi
    Il Dlgs 297/2002 abroga il Titolo I e II della legge 264/49 e modifica l’articolo 21 della stessa legge sulle comunicazioni di cessazione del
    rapporto di lavoro e sul diritto di precedenza per i lavoratori licenziati per riduzione di personale
    L’articolo 1 del "collegato lavoro" abroga espressamente la legge 264/49, così come tutte le norme incompatibili con la nuova
    regolamentazione del collocamento
    L’articolo 2 del Dlgs 297/2002 regolamenta il contenuto delle schede anagrafiche e professionali dei soggetti iscritti nel Sistema
    informativo del lavoro
    L’articolo 1 del "collegato lavoro" ridefinisce il regime del trattamento dei dati relativi all’incontro fra domanda e offerta, con il
    divieto assoluto di trattare dati "sensibili", anche con il consenso dell’interessato
    Gli articoli 3 e 4 del Dlgs 297/2002
    ridefiniscono gli ambiti e i compiti dei diversi attori del mercato del lavoro
    L’articolo 1 del collegato introduce nuove figure e identifica un unico regime autorizzatorio o di accreditamento modulato
    secondo la natura giuridica dell’intermediario
    Il Dlgs 297/2002 ribadisce il divieto di intermediazione nell’avviamento al lavoro, salvo i casi autorizzati
    Il "collegato lavoro" prevede la definizione di nuovi criteri di distinzione fra appalto e
    interposizione, proponendosi di distinguere i casi di comando e distacco, nonché di interposizione illecita