Umbria. Afm, i dipendenti vogliono chiarezza

28/10/2004
              UMBRIA
              Mercoledì 27 Ottobre 2004

              Afm, i dipendenti vogliono chiarezza Proclamato lo sciopero. Chiedono il rilancio dell’azienda speciale

              di LUCILLA PICCIONI

              Fatturati in rosso fisso, organico ridotto all’osso e proprio per questo costretto a quell’alternanza che non consente di stabilire un rapporto di fiducia con i clienti, magazzini spesso sprovvisti di farmaci. Solo in cinque dei dieci punti vendita dell’Azienda Farmacie Municipali è possibile effettuare le prenotazioni per le visite specialistiche e le analisi. «Questa situazione non è più sostenibile», dicono i sindacati che per ottenere il rispetto del piano di sviluppo concordato con i vertice dell’azienda Afm e il sindaco nel maggio scorso, ora hanno proclamato lo sciopero. L’Azienda farmaceutica ha un organico totale di 54 dipendenti di cui molti con un contratto a tempo determinato. E tra questi, 21 sono i farmacisti e una decina i commessi, ossia coloro che stanno a diretto contatto con il pubblico.

              «Una situazione preoccupante che rischia di esplodere, totalmente diversa da quella che invece si vorrebbe far passare», spiega Paolo Del Caro sindacalista della Filcams-Cgil. «Quando chiediamo spiegazioni sullo stato dell’Azienda farmaceutica ci sentiamo dire che i bilanci sono in attivo. E dovremmo pure stare tranquilli perché va tutto per il meglio. Ma come è possibile crederci se ci sono trecentocinquantamila euro di fatturato in meno rispetto all’anno scorso? Se di gente nelle farmacie comunali se ne vede sempre meno? E c’è da dire che parliamo di dati non certissimi perché non vogliono farceli conoscere».


              Nei mesi estivi la scarsità di personale ha portato ad una diminuzione dei servizi che le farmacie municipali dovrebbero offrire, e che poi sono quelli che dovrebbero fare la differenza, quelli su cui il piano di sviluppo aziendale avrebbe dovuto puntare proprio per il rilancio. L’Afm si dovrebbe distinguere per l’attenzione alla salute del cittadino, alla salvaguardia del suo benessere fisico. «Ed invece i pazienti nel giro di una settimana si trovano davanti almeno tre persone diverse», dicono i sindacati. E così si va a far benedire il concetto di farmacista dispensatore di consigli, quello a cui affidarsi per la scelta almeno dei prodotti da banco. Che sono poi quelli su cui si era pensato di puntare per il far salire il fatturato delle municipalizzate. «Una crescita degli incassi contanti dovuta alla vendita dell’extrafarmaco è il segnale che bisogna lavorare verso la fidelizzazione dei clienti, verso la ricostruzione dell’immagine aziendale, la qualità, la specializzazione e la competenza del personale all’interno di ogni singola farmacia», si legge nel bilancio di previsione per il 2004 dell’Azienda Farmaceutica Municipalizzata.
              Il sindacato ha strigliate per tutti, piovono anche sulla direzione tecnica.

              «Come si giustificano le scelte operate fino ad ora? Perchè non sono stati attuati quei progetti per il rilancio che dovevano partire prima dell’estate?»
              Per tutti questi problemi è stato proclamato lo sciopero di due ore per fine turno il prossimo 19 novembre. Una protesta che non si registrava da tempo.


              «Anche il personale che lavora in farmacia si sente demotivato nessuno sa di lavorare per un progetto ben determinato. L’Amministrazione si era impegnata a presentare entro il periodo estivo un piano di sviluppo ma non c’è stato. Avere risposte è impossibile, anche sui dati relativi al fatturato o al movimento clienti. Per questo è stato inevitabile proclamare lo sciopero», si legge nel comunicato dei sindacati di categoria Cgil e Cisl.