Ultimo test per i sindacati

25/07/2005
    sabato 23 luglio 2005

      ITALIA LAVORO – pagina 22

        RELAZIONI INDUSTRIALI • Dopo il documento della Confindustria sulla riforma degli assetti contrattuali i confederali alla ricerca di una linea comune

          Ultimo test per i sindacati

            Cisl e Uil deluse: «Gli industriali sono stati più ruvidi con noi che con la Cgil»

              ROMA • «Non è un lavoro impossibile. Impossibile, invece, è dire quando potrà essere concluso. Diciamo che a settembre si parte e i sindacati — a fronte di un documento di Confindustria — dovranno trovare una mediazione tra loro » . A parlare è Nicoletta Rocchi, segretario confederale della Cgil, che nelle linee guida approvate ieri da Confindustria sulla riforma delle relazioni industriali trova interessanti premesse per aprire il confronto in autunno. « Certo— chiarisce la Rocchi — il test sarà il documento finale degli industriali su cui potremo dare un giudizio più completo e definitivo.
              Intanto, già la conferma del mantenimento del doppio livello di contrattazione mi pare importante. È quello che vuole il sindacato ».

              Se la Cgil mantiene toni cauti ma — in sostanza — non negativi, più deluse appaiono la Uil e la Cisl. Per ragioni diverse. « Quella di Confindustria — commenta Paolo Pirani, segretario confederale della Uil — è una battuta d’arresto. Mi pare che molte realtà tra le imprese, da Assolombarda a Federchimica, non vogliano toccare l’attuale accordo del ‘ 93. Mi pare, cioè, che ci sia un riflesso alla conservazione che è simile a quello della Cgil. Dubito, quindi, che si possa arrivare a una nuova intesa prima delle elezioni » . Anche perchè a marzo c’è il congresso della Cgil.

              Delusa anche la Cisl che apprezza «il fatto che questo documento ponga il confronto all’ordine del giorno, anche se i toni più ruvidi non sono per la Cgil ma per noi » , spiega Giorgio Santini, segretario confederale della Cisl. Il riferimento è alla " bocciatura" del livello territoriale, che Confindustria esclude mantenendo solo il contratto nazionale e quello aziendale. « Forse— dice Santini — c’è un fraintendimento da chiarire. E cioè, la Cisl non pensa a un terzo livello contrattuale ma a un modo per allargare il secondo livello davvero alla maggioranza dei lavoratori, altrimenti rischiamo di applicarlo solo a un 30% di aziende che fanno accordi » .

              E se a settembre si apriranno i giochi— ma si chiuderanno chissà quando — il pensiero va alle vertenze aperte e a quelle che si apriranno. « Nei metalmeccanici, l’assenza di una riforma, produrrà un inasprimento della conflittualità » , prevede Pirani che contesta l’impostazione che Guglielmo Epifani ha dato nel suo ultimo direttivo. « Ha impostato tutto sulla politica fiscale, quando serve invece una politica salariale attiva. Anche in questo vedo una certa simmetria tra la Cgil che chiede il recupero del fiscal drag e la Confindustria che vuole il taglio dell’Irap » . Senza contare che a dicembre si riapriranno contratti importanti: i chimici e i tessili. La Cisl comunque andrà avanti anche da sola, come ha detto Savino Pezzotta. E ha l’appoggio del leader Uil, Lina Angeletti, ugualmente interessato alla riforma.

                Più delicato è tutto il capitolo — descritto nelle linee guida di Confindustria — sulla necessità di rivedere le regole sugli scioperi. « È il segnale del nuovo ingresso, in Confindustria, delle utilities. Il problema, infatti, non si pone nel manifatturiero. Detto questo — spiega la Rocchi— è un ragionamento che va fatto con serietà e senza inasprire le procedure. Anche la maggiore discrezionalità della Commissione di garanzia non ha prodotto risultati » . Per la Santini della Cisl tutto il capitolo sullo sciopero — ma anche sul rispetto delle intese fatte sottolineato nel testo degli industriali — « è l’effetto dei pre contratti Fiom. Bene invece il capitolo su nuove regole di rappresentanza da trovare per via pattizia » .