Ultimo appello dei sindacati “Il Comune rispetti il 1° maggio”

28/04/2011

Milano
Negozi aperti, lettera a Terzi. Il sindaco: c´è crisi, deroga giusta
Mentre il sindaco di Milano si dice «meravigliata» per le polemiche suscitate dopo la decisione dell´assessore al commercio Giovanni Terzi di concedere una deroga ai negozianti che vogliono tenere aperto il primo maggio, i sindacati lanciano l´ultimo appello: «Se il Comune persiste nella sua idea di tenere i negozi aperti, noi domenica faremo sciopero – dice Graziella Carnieri, segretario generale Filcams Cgil di Milano – Dobbiamo difendere i lavoratori e per questa decisione non siamo stati neppure consultati». Con lei si schiera il suo omologo della Fisascat Cisl, Luigi Pezzuolo: «Abbiamo mandato una lettera all´assessore Terzi – spiega – ora aspettiamo una risposta. Ma se non c´è dialogo non avremo alternativa. A noi sembra scontato e logico non lavorare il primo maggio, ma in Italia anche le cose ordinarie e di buon senso non lo sono più, soprattutto alla vigilia delle competizioni elettorali». Primo maggio da difendere, con serrande abbassate, anche per il segretario regionale della Cisl, Gigi Petteni.
Sarà ben difficile che la frattura si ricomponga e potrebbe essere una Festa del lavoro con scintille, vista la puntualizzazione velenosetta che, sempre ieri, ha fatto Terzi. Dopo che il sindaco Moratti ha spiegato che «siamo in un momento di crisi economica e quindi credo che sia giusto lasciare la libertà ai negozianti di tenere aperti i loro negozi», il suo assessore al Commercio ha ricordato «a una certa sinistra inchiodata a vecchie liturgie» che «Milano oggi può lasciare i negozianti liberi di aprire la propria attività grazie alle liberalizzazioni introdotte dall´attuale segretario del Pd, Pier Luigi Bersani, quando era ministro per lo Sviluppo economico».
Nella querelle interviene anche Onorio Rosati, segretario della Camera del lavoro, che ironizza sul sindaco: «Solo ora la Moratti si è accorta, con colpevole ritardo, che a Milano c´è una crisi pesante e colpisce tutti i settori, a cominciare dal commercio e dal terziario – dice Rosati – Crisi che noi denunciamo da tre anni e alla quale il Comune avrebbe dovuto dare risposte. Che ora la Moratti pensi di farlo tenendo i negozi aperti il primo maggio è una cosa che si commenta da sola. Il problema vero è che i lavoratori che non hanno soldi da spendere perché i salari sono bassi. Non è tenendo aperti i negozi che li si induce a spendere». L´Ufficio studi della Camera di commercio di Monza e Brianza, intanto, ha stimato che la possibilità di shopping per domenica vale per Milano e Monza più di 20 milioni di euro, e quasi 4 per l´indotto generato da bar e ristoranti.
A Milano la manifestazione per la Festa dei lavoratori prenderà il via alle 9.30 con un corteo unitario di Cgil, Cisl e Uil da Porta Venezia con conclusione in piazza Duomo. E alle 15.30, in largo Marinai d´Italia, si svolgerà la cerimonia dedicata ai morti sul lavoro.