Ultimo appello a Marzano

01/09/2004


       
       
       
       
      Turismo
      Numero 208, pag. 13 del 31/8/2004
      Autore: di Massimo Galli
       
      Ultimo appello a Marzano
       
      Le regioni chiedono di rivedere il ddl sull’Enit. Plinio: impegni da rispettare.
      Verso uno scontro alla conferenza di Genova
       
      ´Mi appello al senso di responsabilità del ministro Marzano affinché onori gli impegni a suo tempo assunti con le regioni’. Gianni Plinio, coordinatore degli assessori regionali al turismo, preferisce pensare positivo all’indomani delle polemiche sul disegno di legge di riforma dell’Enit, che non prevede più la maggioranza delle regioni all’interno del consiglio di amministrazione. Al tempo stesso, però, è pronto a dare battaglia insieme a tutte le regioni italiane se il ministero persevererà in quello che non esita a definire ´un colpo di mano’.

      Plinio si dice ´sconcertato’ e rivela di avere appreso la novità soltanto dai giornali. ´Voglio sperare’, osserva, ´che sia soltanto una delle tante bozze in libertà’. La riflessione del coordinatore degli assessori parte dalla proposta del nuovo Enit, approvata a fine aprile dalla Conferenza stato-regioni: ´La nostra proposta ha ricevuto valutazioni positive sia dal ministro Marzano sia dalle imprese. È stato considerato un lavoro serio ed equilibrato in cui le regioni hanno dato risposte concrete. È quindi sconcertante che si vada a contraddire un lavoro che ha ricevuto un tale attestato di lodi: sarebbe uno stravolgimento sostanziale’.

      Poco importa che il direttore generale del turismo presso il ministero, Franco Vitale, abbia sottolineato che l’intesa con le regioni sarà vincolante per la nomina del presidente (si veda ItaliaOggi del 28 agosto). ´Per noi non è una questione da manuale Cencelli’, sottolinea Plinio. ´La riforma del titolo V della Costituzione ha dato alle regioni la titolarità esclusiva in materia turistica. Consideriamo l’Enit, nella forma riveduta e corretta, uno strumento indispensabile. La conditio sine qua non, tuttavia, è la presenza maggioritaria nel cda, senza l’escamotage del presidente di cui parla Vitale. Per quanto si cerchi di portare giustificazioni, si tratta di una proposta obiettivamente stravolgente. Non solo per noi, ma anche per il mondo delle imprese, che ne esce molto colpito e mortificato, non potendo più scegliere i propri rappresentanti’.

      Tornano le polemiche, dunque, proprio alla vigilia della Conferenza nazionale sul turismo che si terrà a Genova il 20 e 21 settembre. ´Se il ministero persevererà in una posizione di questo tipo’, annuncia Plinio, ´in quella sede le regioni daranno una risposta forte in termini di protesta. Indietro non si torna. A Genova ci aspettiamo il varo effettivo della riforma dell’Enit e vorremmo che la conferenza fosse un grande momento unitario per rilanciare il turismo nazionale. Se qualcuno invece riaprirà la polemica, dovrà assumersene la responsabilità. Invitiamo chi deve onorare le intese a farlo, non creando elementi di divisione e sterili polemiche’.

      Sulla stessa lunghezza d’onda si trova Teresa Armato, assessore al turismo della regione Campania, che oltretutto contesta il metodo scelto dal ministero per modificare la riforma dell’Enit: ´A parte il fatto che le regioni hanno elevate competenze in materia turistica, noi non ci siamo mai sottratti al confronto con il ministro’. Armato sottolinea che ´bisogna tenere accesa fino all’ultimo la fiammella della mediazione: mi auguro che il ministro sia pronto a modificare il testo del disegno di legge e convochi le regioni prima dell’assemblea di Genova, altrimenti faremo le nostre contestazioni’. Secondo l’assessore della Campania, inoltre, c’è il pericolo di un ulteriore rinvio.

      Polemico, anche se in forma meno diretta, Floriano Pra, assessore al turismo del Veneto, la prima regione turistica italiana. ´L’importante è trovare strategie nuove’, afferma. ´Non ho ancora capito chi è il più bravo. Noi chiedevamo che ci fosse una task force, basata sull’esperienza dell’Enit, con la presenza del governo e delle regioni. In questo momento, invece, si vuole fare cose nuove. A Genova, forse, ce ne diremo delle belle’. Dalle parole di Pra emerge la necessità inderogabile di dire addio all’immobilismo e di superare la confusione. ´Bisogna sapere quello che bisogna fare’, sottolinea l’assessore del Veneto. ´Se il ministro dice di aver trovato una soluzione, deve dimostrarlo. Se invece non l’ha trovata, allora è un buco nell’acqua. Le regioni negli ultimi anni hanno lavorato e il potenziale è nelle regioni. Non è possibile dover stare a guardare quello che succede. Io sono preoccupato, non sono polemico’. (riproduzione riservata)