Ultimi ritocchi al Dpef, sul tavolo il nodo pensioni

14/07/2003


lunedì 14 Luglio 2003

AN E’ «IL BANCO DI PROVA». SEMBRA SCONTATA UNA REVISIONE DELLA CRESCITA NEL 2003 DALL’1,1% ALLO 0,7%
Ultimi ritocchi al Dpef, sul tavolo il nodo pensioni
La manovra dell’autunno sta lievitando (si parla di 14-20 miliardi di euro)

ROMA
Ultime ore per la messa a punto del Documento di programmazione economica, che sarà varato dal governo in una riunione in programma per dopodomani sera. Se apparentemente sembrano spianati gli ostacoli politici principali, vero è però che nelle pieghe del Dpef possono nascondersi ancora molte insidie in grado di rialimentare la polemica esplosa in queste settimane nella maggioranza. E tenendo conto che alle viste c’è una manovra economica di autunno che sta lievitando – si parla di sedici-venti miliardi di euro, e dunque una cifra di tutto rispetto – è evidente che la presentazione del documento che indicherà le linee guida di politica economica per il prossimo triennio non sarà un appuntamento da prendere sotto gamba.
Alla finestra ci sono anche i sindacati che ieri non hanno ricevuto alcuna convocazione per un appuntamento che desiderano diventi più un confronto che una informativa. Da almeno dieci anni, anche sulla base delle regole stabilite dall’accordo del luglio del 1993 (più o meno rispettate anche dai due governi Berlusconi), in genere le linee guida del documento venivano illustrate con uno o due giorni di anticipo alle parti sociali. Stavolta, di mezzo ci sono – oltre alle complicazioni politiche – anche gli impegni del ministro dell’Economia Giulio Tremonti, che andrà a Bruxelles, prima per partecipare alla riunione dei ministri delle Finanze dell’Eurogruppo, poi per presiedere l’Ecofin. Sicuramente parlerà delle scelte di politica economica dell’Italia con il Commissario europeo Pedro Solbes.
Intanto, sul fronte politico la situazione resta delicata. «È il banco di prova», ammettono senza giri di parole ad Alleanza Nazionale. Se An si attende che sia risolto il nodo delle risorse per i contratti pubblici, sollevato dal vice-premier Gianfranco Fini nel corso dell’ultimo Consiglio dei Ministri, anche altri attendono di vedere il documento. Sabato il ministro Udc delle Politiche comunitarie Rocco Buttiglione aveva chiesto di avere per lunedì sul proprio tavolo almeno una bozza del Dpef, e pare che stamani sia stato accontentato, almeno con una bozza.
Quanto ai «numeri», sembra scontata una revisione della crescita per il 2003 dall’1,1 per cento indicato nella Trimestrale ad un valore in linea con le previsioni della Commissione europea (attorno allo 0,7-0,8 per cento) sulle quali Tremonti ha detto di volersi attestare. Ovviamente un calo della congiuntura già da quest’anno avrebbe un effetto anche sul Pil del 2004 che non raggiungerebbe la crescita del 2,1% fino ad oggi stimata. In questo caso, sarebbe inevitabile una crescita del deficit pubblico in rapporto al Pil: problema relativamente superabile per il 2003, ma assai pericoloso per il 2004, con un indebitamento tendenziale (ovvero in assenza di manovra economica) che viaggia forse qualche decimale di punto oltre il fatidico 3 per cento. Secondo indiscrezioni e stime diffuse in questi giorni – peraltro più o meno confermate da ambienti del Tesoro – in questo caso potrebbe rivelarsi necessaria una manovra economica da 14 fino a 20 miliardi di euro. Naturalmente su questa somma potrebbe pesare un effetto di trascinamento del gettito dei condoni già varati (in positivo), o un peggioramento del quadro economico. Si dovrà vedere poi se il governo si troverà costretto ad aumentare l’entità della manovra per finanziare eventualmente interventi di spesa, come nuove misure di sgravio fiscale o ad esempio la necessità di stanziare risorse per i rinnovi dei contratti del pubblico impiego.