Ultime carte per Postalmarket

20/12/2001







Ultime carte per Postalmarket

PESCHIERA — E’ la «multicanalità» la carta vincente lanciata sul tavolo delle trattative per il rilancio della Postalmarket, ultimo tentativo per salvare un colosso che affonda. La strategia di sviluppo elaborata dalla proprietà si basa infatti sull’attivazione di nuovi canali di vendita: il marketing su web con la ricerca di un target più giovane, vendendo prodotti tecnologici e di telefonia mobile (con la previsione di 35 mila ordini nel 2002 e un giro di affari di 6 miliardi), l’aumento della popolarità del marchio con le televendite (100 mila ordini previsti per circa 29 miliardi), la creazione di una rete di negozi in franchising e la conquista di una quota di mercato importante con il servizio alle aziende, sfruttando le infrastrutture Postalmarket.
È quello che gli esperti chiamano «business to business», un canale che aggredisce il mercato della gestione delle promozioni per conto terzi e sviluppa servizi alle aziende per 5 miliardi di denaro incassato e 250 mila pacchi smerciati. Queste sono le linee guida del piano industriale di rilancio elaborato dallo staff di Filograna, presentato ieri ai sindacati dal commissario giudiziale. Ed è sulla base di queste proposte che il commissario dovrà elaborare la relazione sulla reali possibilità di rilancio dell’azienda, presentando in tribunale una valutazione complessiva entro la fine del mese.
Tutto questo, unito a un’attenta politica di controllo dei costi e una riduzione di personale dovrebbe portare il «core business» (la vendita a distanza) a risultati positivi già a partire dal secondo semestre del 2002. Il core business della Postalmarket è rappresentato dal catalogo generale e da una serie di azioni di marketing diretto a supporto sotto forma di promozioni. Questo dovrebbe portare il catalogo ad una tiratura di un milione e 400 mila copie nel secondo semestre del 2002, con l’invio nelle case dei consumatori di 12 milioni di mailing per un giro di affari di circa 60 miliardi di incasso netto e sconti. Secondo il piano, depositato sia in tribunale che al Ministero dell’Industria, tra gli altri fattori di successo ci sarebbero anche i servizi finanziari per fidelizzare i clienti con i pagamenti rateali e una carta di credito «fedeltà», il miglioramento del servizio per ridurre i pacchi resi e respinti dai clienti, sviluppare nuove collaborazioni con i corrieri privati e migliorare il rapporto con le Poste.
Domani il commissario renderà noto il prospetto della cassa integrazione, prevista a partire da gennaio.

di Patrizia Tossi