Ultimatum al Madre «Pagate le bollette o vi tagliamo la luce»

22/09/2010

NAPOLI — Fra tre giorni il Madre, il museo di arte contemporanea che ha sede a Napoli nell’antico Palazzo Donnaregina, potrebbe spegnere le luci, e non simbolicamente. Se non verrà saldato il debito di 142.172,41 euro accumulato con l’Enel per il mancato pagamento di tre fatture, sarà interrotta l’erogazione dell’energia elettrica. In quel caso il museo chiuderà, gli impianti di sorveglianza e di climatizzazione si fermeranno e nelle sale di Donnaregina rimarranno, esposte al rischio di furti e danneggiamenti, opere di altissimo valore artistico e culturale e anche economico (sono assicurate per oltre 65 milioni di euro). Il direttore del museo, Eduardo Cicelyn, dice che «ormai siamo alle comiche finali», e spiega che lui tutti i tentativi per scongiurare il peggio li ha già fatti, compreso quello di chiedere una proroga all’Enel, «ma se non saldiamo almeno il quaranta per cento del debito non possono venirci incontro, e noi non abbiamo un euro anche se vantiamo crediti per otto milioni». Sulle pagine del «Corriere della Sera» è apparso nei giorni scorsi l’appello (in favore del Madre e anche del teatro Trianon Viviani) dello scultore Mimmo Paladino, che ha annunciato un gesto di protesta in occasione della cerimonia di inaugurazione di una sua opera prevista per il 2 ottobre al Teatro San Carlo alla presenza del presidente Napolitano. Potrebbe essere già troppo tardi, di fronte agli ultimi sviluppi di una situazione che è figlia di un contenzioso tra il Madre e la Regione Campania e che ha già penalizzato pesantemente l’attività del museo, con orari di apertura accorciati ripetutamente, programmazione impossibile, e soprattutto dipendenti che il mese scorso non hanno preso lo stipendio e non lo prenderanno neppure a settembre. «La Regione si rifiuta di liquidarci le spettanze di sua competenza — dice Cicelyn — e ormai siamo arrivati al punto che si rifiutano anche di parlare con me. Dell’impossibilità di pagare le fatture Enel ho avvertito il presidente Caldoro e i suoi assessori con una lettera che risale al 22 giugno. Non mi hanno nemmeno risposto. Ormai mi sono convinto che la nuova amministrazione di centrodestra ha un problema culturale con il Madre. Evidentemente questo museo non è vissuto per quello che è, e cioè un punto di riferimento internazionale per l’arte contemporanea, ma come un simbolo della stagione del centrosinistra, e per questo puntano a distruggerlo». Nel frattempo Cicelyn deve vedersela anche con l’eventuale arrivo al Madre di Vittorio Sgarbi — sicuramente più gradito ai vertici della Regione rispetto all’attuale direttore — che potrebbe portare a Napoli una delle esposizioni previste nell’ambito del Padiglione Italia della Biennale di Venezia che il ministro Bondi gli ha affidato. Ma, dice Cicelyn, «Sgarbi non è un problema. Se le sue proposte saranno accolte dal comitato scientifico della Fondazione che dirigo, saremo tutti felici di dar corso alle sue idee».