Ultima chiamata per la Cit

21/11/2006
    marted� 21 novembre 2006

    Pagina 21 – Turismo

    Piano rilancio

      Ultima chiamata per la Cit

        di Massimo Galli

          Per la Cit potrebbe essere arrivata l’ultima chiamata. Lo fa capire chiaramente Ignazio Abrignani, commissario del gruppo turistico in amministrazione straordinaria, per due volte revocato dal suo incarico dall’attuale governo e per altre due volte reintegrato, prima dal Tar e poi dal Consiglio di stato. Tornato in sella, Abrignani ha preso carta e penna e ha scritto alla Commissione europea, al presidente del consiglio, ai ministri dello sviluppo economico, Pierluigi Bersani e degli esteri, Massimo D’Alema. Per dire una cosa molto semplice: il tempo massimo sta per scadere e bisogna decidere in fretta di riprendere le redini del piano di ristrutturazione.

            �Entro il 5 dicembre dovr� presentare il piano al ministro, che poi lo inoltrer� all’Unione europea’, spiega Abrignani. �Prima di allora, per�, sar� fondamentale capire se � ancora possibile disporre di fondi comunitari, non pi� nella forma di aiuti al salvataggio, ma di aiuti alla ristrutturazione, con tempi di restituzione pi� lunghi e con l’obiettivo di effettuare investimenti. A questo proposito ho chiesto un incontro urgente’.

              Il commissario ricorda che il governo, in settembre, aveva lasciato scadere i termini per inoltrare a Bruxelles l’integrazione delle linee guida del piano, e questo aveva provocato la cancellazione dei 65 milioni di euro di garanzia. Senza questi fondi non � possibile rilanciare la Cit. �C’� ancora la possibilit� di salvare questa azienda’, osserva Abrignani, convinto che occorra favorire soprattutto l’attivit� di incoming.

                Nel luglio scorso erano pervenute 20 manifestazioni di interesse per rilevare la Cit o alcuni rami d’azienda: tra i pretendenti, il gruppo Aurum, Deutsche bank, Fimit, il gruppo Soglia e la cordata formata da Norman 95-Gladstone-Eurotravel. Dal canto suo, Pirelli re voleva rilevare l’area immobiliare e dei villaggi. Abrignani avrebbe preferito cedere questi ultimi settori, ristrutturando invece l’intermediazione, cio� le agenzie di viaggi e il tour operating, considerati il tallone d’Achille del gruppo, che sarebbero stati ceduti in un secondo tempo, una volta tornati competitivi.

                  Ma tutto questo sembra gi� molto lontano. Immediatamente dopo, infatti, ai primi di agosto, su Abrignani si � abbattuta la bufera della sfiducia da parte del ministro Bersani. Questo, di fatto, ha contribuito a bloccare l’intera procedura, compresi i fondi europei. Stavolta la sensazione � che si sia arrivati davvero all’ultimo appello. (riproduzione riservata)