Ulivo, pressing sui sindacati: attenti ai diritti

21/06/2002


VENERDÌ, 21 GIUGNO 2002
 
Pagina 6 – Economia
 
IL RETROSCENA
 
"Rischiano tutti i lavoratori"
 
Ulivo, pressing sui sindacati: attenti ai diritti
 
 
Forti segnali di insofferenza nella base di Cisl e Uil
 
 
RICCARDO DE GENNARO

ROMA – «Se firmate non avrete più la copertura politica dell´Ulivo». Negli ultimi due giorni il pressing di Enrico Letta e Tiziano Treu, esponenti di spicco della Margherita, sui leader della Cisl e della Uil è stato continuo. Contrari alla modifica dell´articolo 18 per le imprese che salgono sopra 15 dipendenti, Treu e Letta hanno invitato Pezzotta e Angeletti a non firmare l´intesa nella giornata di ieri e, in ogni caso, a «limitare i danni» e consultare i lavoratori prima di decidere. L´invito a ritardare la firma è stato ascoltato, ma difficilmente Pezzotta e Angeletti – che tengono insieme a fatica due sindacati spaccati a metà e in cui il peso del centrodestra cresce di giorno in giorno – rinunceranno a firmare: lo faranno probabilmente, considerati i segnali negativi che giungono dalla base operaia, a ridosso della chiusura per ferie delle fabbriche.
Le strutture e i delegati di Cisl e Uil del Centro-Nord, che hanno scioperato in modo massiccio contro tutte le modifiche all´articolo 18, non mancano intanto di fare sentire la loro voce. Lunedì scorso, ad esempio, la Cisl di Bologna ha inviato una lettera a Pezzotta nella quale lo invita a non accettare modifiche all´articolo 18 e comunque a sottoporre l´accordo a referendum tra i lavoratori, pena un falò delle tessere. La preoccupazione dell´Ulivo e della base di Cisl e Uil è fondata su considerazioni tutt´altro che ideologiche.
Togliere la tutela dell´obbligo di reintegro ai lavoratori delle imprese che crescono sopra la soglia dei 15 dipendenti, si fa osservare, comporta – se non si mette un tetto – il rischio di privare tutti i lavoratori del diritto contenuto nell´art.18. Una grande impresa potrebbe, infatti, creare una piccola società e trasferirvi, dopo averli licenziati, i suoi stessi dipendenti, che da un giorno all´altro vedrebbero così negati i loro diritti. Oppure frantumare già ora il gruppo in tante piccole aziende di modo che tutte, quando entrerà in vigore la legge, potranno usufruire della possibilità offerta dal governo. Quella attivata ieri dal governo è una «bomba a orologeria» sotto l´art. 18, fanno notare i sindacalisti che invitano Pezzotta e Angeletti a ravvedersi.
C´è poi un rischio che dovrebbe preoccupare le piccole imprese attualmente sopra i 15 dipendenti: quello di concorrenza sleale da parte delle aziende che saliranno sopra quella soglia e potranno licenziare senza problemi in caso di congiuntura sfavorevole: stesse dimensioni, stesso settore, ma diversa capacità di fare fronte al mercato. Vale a dire, un´alterazione dei principi di uguaglianza dei lavoratori e di concorrenza.