Ulivo e Prc, fronte unico sull’art. 18

18/04/2002





Pronto per il via libera il progetto Amato-Treu: una rete di garanzie per tutti i lavoratori
Ulivo e Prc, fronte unico sull’art. 18

Fabrizio Forquet

ROMA – Ostruzionismo in Parlamento sull’articolo 18 insieme con Rifondazione comunista e avanti sulla proposta Amato-Treu per un nuovo mercato del lavoro. Procede su un doppio binario la strategia dell’Ulivo sulle riforme per l’occupazione: bloccare, da una parte, l’«offensiva del Governo sui licenziamenti» e, dall’altra, mettere in campo proposte concrete per sfuggire all’immobilismo e rilanciare un riformismo "da sinistra". Per l’Ulivo quella di ieri è stata una giornata di vertici. Prima l’incontro tra i leader della coalizione, poi la riunione dei capigruppo della Camera con Fausto Bertinotti. Ed è in quest’ultima sede che si è deciso di coordinare l’azione parlamentare dell’opposizione contro la delega del Governo. Partono dal lavoro, così, le prove di intesa tra il Centro-sinistra e il Prc. «Non sfugge – ha fatto notare Luciano Violante in avvio di riunione – il significato politico di questo appuntamento». «Bisogna recuperare un’azione corale», ha incalzato Enrico Letta. Con l’obiettivo di «rendere evidenti tutti gli errori di questo Governo pasticcione che si muove senza regia e senza tattica». Proprio l’articolo 18 è stato indicato dal responsabile economico della Margherita come il primo obiettivo su cui agire con determinazione «tutti insieme». Ed è Bertinotti a sottolineare il collegamento tra la protesta sociale e questa nuova strategia unitaria dei partiti di centro-sinistra. «Le opposizioni – ha spiegato – si rapportano allo sciopero, ne colgono l’ispirazione fondamentale a partire dal rifiuto della revisione dell’articolo 18 e portano sul terreno parlamentare, con la scelta dell’ostruzionismo, questa domanda». E l’azione non si limiterà certo alla sola Camera. Lo testimonia una nota del gruppo Ds al Senato in cui si annuncia che «tutte le opposizioni daranno battaglia al Senato per ottenere lo stralcio sui licenziamenti». Lotta dura, dunque. Senza escludere neppure l’ipotesi di ricorrere allo strumento del referendum abrogativo. Ma c’è la seconda parte della strategia: quella propositiva. Ecco allora il sostanziale via libera del vertice dell’Ulivo al progetto voluto da Giuliano Amato e Tiziano Treu sui «nuovi diritti e sulle nuove tutele». Un piano (se ne veda un’ampia anticipazione qui sotto) che si propone di estendere le garanzie ai lavori atipici per consentire al mercato dell’impiego di coniugare flessibilità e sicurezza. La presentazione delle linee di fondo del progetto avverrà a breve. Poi si vedrà se tradurlo in un vero e proprio Ddl o farne confluire solo alcuni punti in testi già esistenti. Dopo un lungo lavorìo di mediazione, comunque, l’accordo politico è pressoché raggiunto. Rispetto al progetto originario, i Ds hanno ottenuto alcune modifiche per venire incontro alle resistenze della Cgil. Resta ancora aperta, però, la questione della «certificazione in materia di qualificazione dei rapporti di lavoro» come strumento «per ridurre il contenzioso». Una soluzione che compare nel Libro bianco di Marco Biagi e che è avversata dai sindacati perché potrebbe aprire la strada a una sorta di individualizzazione dei contratti di lavoro. Per Cesare Damiano (Ds), che ha molto lavorato alla mediazione con Sergio Cofferati, quella parte «non fa più parte del documento». Ma Amato e Treu non vi hanno per nulla rinunciato.

Giovedí 18 Aprile 2002