Ulivo, crescono i dubbi sul Cinese “Siamo con lui, ma dove ci porta?”

09/07/2002


MARTEDÌ, 09 LUGLIO 2002
 
Pagina 3 – Interni
 
IL RETROSCENA
 
Oggi, con il faccia a faccia da Rutelli, Cofferati inizia il giro di incontri con i leader del centrosinistra
 
Ulivo, crescono i dubbi sul Cinese "Siamo con lui, ma dove ci porta?"
 
Dibattito nei Ds: "Non possiamo regalare Cisl e Uil al Polo"
 
 
 
                          La mossa del leader della Margherita, che vede subito anche Pezzotta e Angeletti
                          Il correntone della Quercia incontra Fassino, e gli chiede una linea unitaria
 
UMBERTO ROSSO

ROMA – «Certo, mica vado lì a dirgli bravi, bel lavoro. Però l´incontro con Pezzotta e Angeletti va fatto. Per spiegargli che in Parlamento noi dell´Ulivo voteremo no al brutto accordo sull´articolo 18, ma che siamo anche per riannodare il filo con la Cgil prima possibile, a cominciare dalla trattativa sulle pensioni». Nel giorno dell´ira di Cofferati, Francesco Rutelli ha spiegato così a Fassino, Parisi, Boselli e gli altri alleati, e alla stessa Cgil, la decisione di allargare il valzer degli incontri ulivisti anche a Cisl e Uil. D´accordo il segretario dei Ds, che ai suoi ha confidato di essere ormai stanco di funzionare da bersaglio fisso alle bordate di Cofferati, di tenere per sé per amore di partito le esternazioni che il Cinese concede invece liberamente. L´irritazione sale. Al Botteghino ieri ha incontrato Berlinguer, Pettinari e gli altri del correntone che stanno con Sergio: l´obiettivo del segretario è di arrivare ad un documento unitario sulla Cgil nel direttivo del 16, per ricucire lo strappo. Voci dall´interno della segreteria della Quercia: «Così non può continuare. La Cgil prende le sue decisioni, noi le leggiamo solo sui giornali, e poi ci chiamano ad approvarle a scatola chiusa». S´arrabbiano i dalemiani: «Una cinghia di trasmissione al contrario. Neanche ai tempi di Lama si è visto niente si simile. Il partito è molto più ampio e articolato del sindacato». Solo il comunista Diliberto e il verde Pecoraro Scanio hanno provato a far saltare il faccia a faccia con Cisl e Uil, «una sconfessione per Cofferati», ma Rutelli non si è schiodato, «non possiamo rompere con quattro milioni di lavoratori». Nel faticosissimo gioco diplomatico fra Ulivo e sindacati, sembra passata comunque la formula di un incontro circoscritto al solo leader dell´Ulivo, Rutelli riferirà poi agli altri l´esito del confronto con Pezzotta e Angeletti. Cofferati invece passerà in rassegna l´intera opposizione. Puntava però ad un maxi vertice con tutti i grandi delle forze anti-Berlusconi. Si ritrova con uno spezzatino di incontri bilaterali, e con quest´ultima ciliegina di Pezzotta e Angeletti anch´essi in corsa nella maratona politico-sindacale. Puntava a diventare il motore dell´operazione, ne esce ridimensionato a semplice ingranaggio, per quanto cruciale. Il ritmo dell´agenda è stato studiato con cura, da Rutelli anzitutto (che «riceverà» Cofferati nei suoi uffici alla Camera mentre gli altri leader varcheranno il portone della Cgil), per disinnescare l´assalto del Cinese al palazzo dell´Ulivo. «Credo senza dolo – ragiona il capo dello Sdi, Boselli – ma di certo con poco senso di opportunità politica, Sergio s´illudeva di riuscire a mettere l´Ulivo allo stesso tavolo con Bertinotti e Di Pietro».
Come a dire, ingenuità politica. Però, da quel tavolo, anzi da quei tavoli, il centrosinistra intende alzarsi senza perdersi per strada il leader della Cgil. E´ vero, come va ripetendo l´ex ministro della Margherita Treu che un pezzo dei centristi sull´articolo 18 «non è disposto a guerre di religione», ma l´ordine è «mantenere l´aggancio con Cofferati, senza rompere con Pezzotta e Angeletti». Ecco perciò che l´Ulivo al segretario della Cgil offrirà una garanzia secca: opposizione dura in Parlamento contro il Patto per l´Italia. E il referendum? Niente da fare, «prematuro». Comincia a circolare invece una controfferta: invece di una consultazione popolare di tutti i cittadini, l´Ulivo potrebbe proporre una "consultazione dei lavoratori", una sorta di maxi-sondaggio sull´articolo 18 in tutti i luoghi di lavoro, ma ovviamente senza forza di legge. E disponibilità sulle leggi di iniziativa popolare che la Cgil ha in cantiere. Quanto basta, secondo Rutelli e soci, per consentire al Cinese di tornare alle piazze dello sciopero generale incassando il sostegno pieno dell´opposizione. Già, le piazze. Con le immagini dei tre milioni a Roma del 23 marzo, e della positiva ricaduta sulle sorti elettorali del centrosinistra, che agitano i sonni dei capi della coalizione. Cofferati è il collettore di quel grande serbatoio, la rottura sarebbe un dramma anche se Sergio è sempre più ultra, spinge verso conseguenze imprevedibili lo scontro con il governo. Anche se l´ala sinistra dell´Ulivo quella rottura la sogna, con il conseguente corollario: il Partito del lavoro, guidato dal Cinese, che spacca, trasforma e trascina con sé un pezzo della sinistra. Scenario che Cofferati però continua a smentire. Ma non rompere anche per una ragione opposta, speculare: perché Sergio può entrare nel nuovo ticket dell´Ulivo, al fianco di Romano Prodi. C´è chi ci lavora ancora e ci crede, nonostante la forbice in questo momento si sia allargata fra il Professore e Sergio. I socialisti ci sperano ancora. E anche Parisi non ha perso le speranze.