Uil, linea dura sul rinnovo contratti

10/09/2004


           
           
          Numero 217, pag. 5 del 10/9/2004
          Autore: di Teresa Pittelli
           
          Uil, linea dura sul rinnovo contratti
           
          Anticipata ieri al comitato centrale la proposta sui redditi che verrà esposta ai delegati a Roma.
          Angeletti: tassi realistici di inflazione o salterà il patto del ’93
           
          La Uil sceglie la linea dura sui rinnovi contrattuali: le piattaforme dovranno prevedere un tasso di inflazione realistico o sarà disdetta del patto del ’93. Il segretario generale della Uil, Luigi Angeletti, ha in parte anticipato ieri, al comitato centrale dell’organizzazione, la proposta sulla politica dei redditi che la segreteria illustrerà domani all’assemblea che riunirà a Roma oltre 1.000 delegati.

          ´Vogliamo fare un nuovo patto, un nuovo accordo: la politica dei redditi è stata sfasciata dal governo, mentre Confindustria ha assistito a braccia conserte’, ha detto Angeletti introducendo i lavori del comitato, ´ma non possiamo più accettare la diminuizione sistematica dei salari reali dei lavoratori’. La Uil sceglie quindi di non contemplare più l’inflazione programmata nelle piattaforme sulle quali saranno discussi i prossimi rinnovi contrattuali. ´E se dovessero opporci obiezioni formali’, ha avvertito Angeletti, ´a nostra volta formalizzeremo una disdetta che è già nei fatti’. Ma se la politica dei redditi è un tema che unisce le tre confederazioni sindacali, questi giorni sono cruciali per verificare la tenuta dell’unitarietà tra Cgil, Cisl e Uil su altre questioni più problematiche, dalla riforma del modello contrattuale al rinnovo dei contratti dei metalmeccanici, sul quale pesa ancora l’accordo separato di Film e Uilm.

          Sul primo punto, invece, gli ultimi giorni hanno registrato la disponibilità del leader della Cgil, Guglielmo Epifani, a lasciarsi alle spalle la rottura di luglio del confronto sul modello contrattuale con Cgil e Cisl, da un lato, e Confindustria, dall’altro. E a iniziare la discussione sulla modernizzazione del sistema. Un’apertura che, però, non ha ancora avuto effetti concreti, vista la distanza di vedute che rimane tra le confederazioni, con Epifani attento a non esporsi troppo, almeno in attesa del direttivo di fine settembre, su un tema che spacca la confederazione, e Savino Pezzotta, leader della Cisl, che è invece fermamente intenzionato a iniziare subito un negoziato con gli industriali. Le posizioni si chiariranno meglio lunedì, quando i tre leader si incontreranno per definire i tempi e i modi della ripresa del dialogo. Intanto, Angeletti ha ribadito che la Uil vuole un sistema che ´consolidi il contratto nazionale e che rafforzi il secondo livello per redistribuire in modo capillare ed efficace la produttività’. In più, Angeletti ha proposto ´un concordato preventivo sugli aumenti salariali che deriveranno dai prossimi rinnovi, che dovranno essere ad aliquota zero’.

          • La Fiom chiede lo sciopero generale. La Fiom chiede di proclamare in tempi rapidi uno sciopero generale contro la Finanziaria. Nel documento approvato ieri dal comitato centrale i metalmeccanici della Cgil hanno chiesto ´una mobilitazione lunga e diffusa contro una manovra ´che prefigura tagli pesanti sulle prestazioni sociali, sui diritti, sull’occupazione’. (riproduzione riservata)