Uil all’attacco: redistribuzione del reddito o sarà un autunno caldo

13/09/2004


            domenica 12 settembre 2004

            All’Eur l’assemblea nazionale della confederazione
            Anche la Uil all’attacco: redistribuzione del reddito
            o sarà un autunno caldo
            Per il segretario Angeletti sono necessarie nuove politiche contrattuali
            e fiscali

            MILANO Sarà autunno caldo senza una ridistribuzione della ricchezza. A sostenerlo è il segretario generale della Uil, Luigi Angeletti. Che all’assemblea nazionale della Confederazione ha puntato l’indice contro il disequilibrio che si è venuto a creare nel paese, dove – afferma – una parte della popolazione «si è arricchita e l’altra si è impoverita», ed ha indicato la necessità di nuove politiche, contrattuali e fiscali.

            Quello di ieri è stato un appuntamento importante per l’organizzazione anche per mettere a punto la strategia in vista del confronto dei prossimi mesi che vedrà la Uil impegnata accanto a Cgil e Cisl. Da qui una serie di proposte: dalla riforma del sistema contrattuale alla manovra economica e, quindi, il fisco, le pensioni, il mezzogiorno, la scuola.

            Al governo la Uil chiede di onorare i suoi impegni come datore di lavoro rinnovando i contratti pubblici e torna a minacciare lo sciopero; alla Confindustria di essere coerente perchè «se non ci sono sufficienti risorse distribuite per il consumo anche anche lo sviluppo rimane una parola». Secondo la Uil, inoltre, il taglio delle tasse dovrà riguardare solo i lavoratori dipendenti ai quali va esteso il «concordato preventivo» detassando gli incrementi contrattuali. Alle imprese e ai lavoratori autonomi la riduzione fiscale dovrà essere proporzionale alle somme recuperate dalla lotta all’evasione. Su questi punti Angeletti ha confermato il tentativo da parte di Cgil, Cisl e Uil di costruire delle posizioni unitarie.

            Ecco i punti Uil. Il concordato preventivo va esteso ai lavoratori dipendenti, detassando gli incrementi contrattuali. Perché «La riduzione fiscale – sostiene Angeletti – non può che essere esclusivamente per i lavoratori dipendenti e i pensionati, le categorie che hanno perso potere d’acquisto e le uniche che si sono impoverite». Per quel che riguarda il contratto nazionale, la Uil punta a far coincidere durata biennale economica e durata quadriennale normativa. Mentre la contrattazione aziendale andrebbe resa «esigibile» prevedendo formule di garanzia nel contratto nazionale. Per esempio, puntando ad un incremento salariale corrispondente alla media degli aumenti di produttività contrattati nelle aziende di categoria o di settore relativi ai territori dove opera l’impresa.

            Altro punto caldo quello della previdenza. La Uil considera «doveroso» ridiscutere il metodo di calcolo delle pensioni considerando i trattamenti «da fame» per le generazioni di domani. Anche perché «la previdenza complementare da sola non è una soluzione». La legge Dini del del ’95 ha introdotto per il calcolo delle pensioni il metodo contributivo. Angeletti insiste, quindi, nel chiedere modifiche alla delega previdenziale per renderla più equa e affrontando la questione del tfr.

            La Uil ha chiesto anche di destinare le maggiori entrate dell’Iva sulla vendita della benzina al fondo per la non autosufficienza. L’Unione Europea, infatti, sostiene la Uil, può opporsi alla diminuzione delle accise, non al modo di redistribuire il maggiore incasso.