Ugl e Confsal a tenzone, ma il governo è partigiano

21/07/2005
    giovedì 21 luglio 2005

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      RAPPRESENTANZA. QUAL È IL QUARTO SINDACATO?

        Ugl e Confsal a tenzone,
        ma il governo è partigiano

          Chi è il quarto sindacato più forte d’Italia, dopo Cgil, Cisl e Uil? Quello di destra (“sociale”) dell’Ugl o quello autonomo (e moderato) della Confsal? La consuetudine “istituzionale” e l’autocertificazione sindacale
          non dovrebbe lasciare adito a dubbi, nella risposta: l’Ugl. Ma quelli della Confsal non ci stanno e stanno sommergendo i tribunali della Repubblica di ricorsi per dimostrare l’esatto contrario.La domanda non è peregrina considerando che spesso si traduce in posti,prebende e tavoli di ogni genere.

          Tralasciando che non è mai stata data attuazione, nel nostro Paese, agli articoli 39 e 40 della Costituzione che avrebbero dovuto sancire le regole della effettiva rappresentatività dei sindacati, la “quarta posizione” è sempre stata attribuita, per una storica e consolidata tradizione, all’Ugl, che sta per Unione generale del Lavoro. Nata come confederazione solo negli anni Novanta ed erede della Cisnal, sindacato legato lungo tutta la Prima Repubblica all’Msi,l’Ugl è sempre meno considerato un sindacato “di destra” (sembra che una volta, a palazzo Chigi, persino il vicepremier Fini sia sbottato: «per ricostruire il mio partito faccio prima a cercare consensi nella Cisl o tra gli autonomi, nel mondo sindacale, che a rivolgermi a quelli dell’Ugl, che al governo pensano solo a fare la guerra…»): continua a mantenere ottimi rapporti con la destra sociale, più coté Alemanno che Storace,ma alcuni suoi iscritti hanno fatto capolino persino al consiglio nazionale del Nuovo Psi che, oggi,guarda all’Unione più che alla Cdl.Diretta da Stefano Cetica e radicata bene tra i
          metalmeccanici come in alcuni servizi pubblici, forte di un intenso proselitismo tra gli immigrati,l’Ugl ha appena vinto un ricorso, davanti al tribunale di Roma,che la Confsal aveva opposto dopo che la Commissione
          Pari Opportunità, dovendo attribuire un posto al «quarto sindacato» ha preferito l’Ugl alla Confsal, appunto. «Dichiarano più iscritti», è stata la motivazione, anche se la Confsal di donne ne rappresenta ben 148 mila, quasi tutte iscritte al “suo” Snals. «Noi ne dichiariamo 1.700 mila, meno dei loro, ma i loro sono dati gonfiati»,sbotta il segretario generale della Confsal Nigi,«come per tutti. La Cgil dichiara 5,5 milioni d’iscritti ma “veri” saranno sì e no 2.700 mila…».

          Al di là della querelle sulle cifre “gonfiate” dei confederali (classico cavallo di battaglia del sindacalismo autonomo, di destra come di sinistra) resta il punto.Chi è il quarto sindacato, in Italia? Per il segretario
          della confederazione autonoma più grande d’Italia, nata nel 1979 grazie alla fusione di due sindacati autonomi “storici”, lo Snals (scuola) e l’Umsa (ministeriali), esiste un solo autentico e veriterio parametro di riferimento, i rilevamenti che, ogni due anni, effettua l’Aran (Agenzia per la rappresentanza negoziale delle pubbliche amministrazioni), oggi presieduta da Guido Fantoni. Quelle del biennio 2004-2005, in effetti,lasciano poco spazio alle interpretazioni: alle votazioni per le Rsu la Cisl risulta il primo sindacato con il 28% (379 mila voti), la Cgil il secondo con il 25% (338 mila), la Uil il terzo con il 14,07% (189 mila) e la Confsal è lì a un passo, con una percentuale del 12,32% e 165.494 voti. L’Ugl nemmeno è pervenuta, nel senso che sta sotto la soglia minima del 5% insieme a mille altri. Nigi vanta risultati, in alcuni comparti, come la scuola, in cui surclassa persino la Uil e cita come fiore all’occhiello i presunti quattro gatti del Libersind,sindacato autonomo associato Confsal, che hanno fatto saltare la diretta Rai dei mondiali di Sci perché nessuno, ai piani alti di viale Mazzini, aveva preso sul serio le ragioni di una protesta più che annunciata.

          Ecco perché sta riempendo di ricorsi le procure della Repubblica,quando enti pubblici come l’Inps o altri nominano membri dell’Ugl e non della Confsal.Il problema resta però intatto nel settore privato: per la Confsal ci si deve rifare alle rilevazioni del ministero del Lavoro «in forza ai contratti e negoziati stipulati e alla diffusione sul territorio nazionale» ma le rilevazioni sono, appunto, autocertificazioni. Nigi rivendica la forza (specie in casa Fiat, Mirafiori in testa) di un sindacato come il Fimsic, che rappresenta i metalmeccanici e che i confederali storicamente consideravano un «sindacato giallo» ma che oggi è dalla loro parte nel
          braccio di ferro con Federmeccanica.

          Moderati e non ideologici, più vicini alla Cisl che alla Cgil nell’approccio alla questione sindacale come sulle ipotesi di riforma dei contratti in campo, in prima fila nella lotta contro il lavoro sommerso (ma non contro quello in nero…) come nella battaglia sulla previdenza integrativa,
          la Confsal un tratto in comune con i rivali dell’Ugl ce l’ha: entrambi hanno firmato il patto per l’Italia, entrambi oggi si dicono «delusi, molto delusi, da questo governo ». Poi chi è il quarto si vedrà.