Ue: su l´inflazione, in Italia è al 2,6%

19/09/2002

 
GIOVEDÌ, 19 SETTEMBRE 2002
 
Pagina 11 – Economia
 
In Eurolandia passa dall´ 1,9 a 2,1% in agosto. Confindustria: giusto il richiamo di Ciampi sui prezzi, frenata più lenta del previsto
 
Ue: su l´inflazione, in Italia è al 2,6%
 
Prodi: vigilate. Il governo al capo dello Stato: niente allarmi
 
 
 
La cifra di Eurostat è superiore a quella dell´Istat. Il presidente della commissione europea: si perde competitività
 
LUISA GRION

ROMA – L´Europa fa i conti e fa notare che secondo Bruxelles le cose stanno messe ancora peggio di quanto pensiamo. Prodi condivide l´appello del presidente Ciampi e chiede – anche lui – di fare molta attenzione al caso. Il governo invece fa saper di non essere preoccupato e di non gradire questo clima di ingiustificato allarme.
Si parla di prezzi e d´inflazione: per l´Istat è ferma al 2,4 per cento, ma Eurostat corregge il tiro e annuncia che secondo le sue stime in Italia, ad agosto si è toccato il tetto del 2,6 per cento contro una media dei 12 paesi dell´area euro pari al 2,1: tasso in crescita rispetto all´1,9 di luglio, ma decisamente inferiore al nostro. Certo Irlanda (4,5), Portogallo (3,9) Grecia e Olanda (3,8) stanno peggio e la Spagna in un anno è volata dal 2,1 al 3,7 per cento, ma Germania e Gran Bretagna stanno, al contrario, molto meglio: sono all´1 per cento. Meno della metà rispetto all´Italia.
Confronti che destano l´allarme in Romano Prodi, il presidente della Commissione europea, ma che non sembrano turbare più di tanto l´esecutivo che al presidente Ciampi, all´Europa e ad un´interrogazione presentata dai Ds risponde assicurando che «il dato non è preoccupante». Prodi ieri ha infatti avvisato che il costo della vita «va severamente tenuto sotto controllo: quando si ha la stessa moneta l´inflazione più alta rispetto alla media fa perdere competitività». Un commento in stretta sintonia con quello fatto dal presidente Ciampi, che però non sembra aver destato grande seguito nel governo. Rispondendo all´opposizione, nel question-time di ieri il ministro dei rapporti con il Parlamento Carlo Giovanardi (in un primo tempo si pensava parlasse Tremonti) ha assicurato appunto che il costo della vita al 2,4 per cento «non è preoccupante».»Se si osserva la serie storica degli ultimi due anni del tasso di inflazione – ha detto – dal luglio a dicembre 2000 l´indice generale dei prezzi al consumo per l´intera collettività nazionale assume valori tendenziali compresi tra il 2,6 e 2,7 per cento e congiunturali compresi tra lo 0,1 e lo 0,4. Sulla base di questi dati non è da irresponsabili dichiarare che l´inflazione è sotto controllo. Lo è invece diffondere un panico infondato». Replica molto chiara, dunque, anche se Giovanardi, facendo l´elenco delle misure sui prezzi prese dall´esecutivo, ha subito aggiunto che il governo tiene «nella dovuta considerazione le preoccupazioni dei consumatori, dell´opinione pubblica e del presidente della Repubblica». E anche se poi lo stesso Berlusconi ha ammesso che «l´inflazione sarebbe meglio che non ci fosse». L´appello di Ciampi ha invece suscitato grandi consensi dalla Confindustria che, annunciando come «non appaia realistico ipotizzare una forte ripresa nell´ultimo scorcio dell´anno», ne ha apprezzato i richiami alla difesa della competitività.