Ue, riparte la Bolkestein

15/09/2006
    gioved� 14 settembre 2006

    Pagina 11 – Capitale e Lavoro

    Ue, riparte la Bolkestein

      Un nuovo testo in parte emendato approda a Strasburgo. Ancora poco chiaro sui lavoratori

        Alberto D’Argenzio

          Nulla sembra pi� poter fermare quella che in origine si chiamava Bolkestein, la discussa direttiva sulla liberalizzazione dei servizi riprende infatti a camminare verso l’approvazione definitiva, che avverr� – a meno di sorprese – entro la fine dell’anno. Ieri l’eurodeputata socialdemocratica tedesca Evelyne Gebhardt, relatrice del rapporto sulla direttiva, ha presentato 11 emendamenti al testo concordato tra i 25 a fine maggio. A Strasburgo, il voto in seconda lettura avverr� in due riprese: nella Commissione mercato interno (23 ottobre) e nella sessione plenaria (novembre). Il voto rischia per� di essere una pura formalit�: il centro-destra non vuole infatti rimettere le mani su un testo che rimane denso di pericoli per i lavoratori, soprattutto perch� poco chiaro.

            �La Gebhardt ha una posizione soft – accusa il verde Pierre Jonckheer – la direttiva non � chiara, non offre garanzie giuridiche. La Corte di giustizia avr� una grande mole di lavoro mentre la Commissione prover� a influire, dando degli orientamenti�. E la Commissione Barroso non brilla certo per attenzione al sociale. Inoltre, gli 11 emendamenti Gebhardt – su diritto del lavoro, servizi sociali, protezione consumatori e cooperazione tra Stati – non sembrano convincere popolari e liberali, contrari a dei cambiamenti che hanno almeno il pregio di chiarire alcuni aspetti sulla tutela di lavoratori e consumatori.

              A febbraio il Parlamento eliminava a larga maggioranza il discusso principio del paese d’origine (per cui un lavoratore sottost� alla legislazione del paese in cui ha sede l’impresa e non di quello in cui viene erogato il servizio), ma la depurazione vale solo per i lavoratori dipendenti e non per quelli autonomi. Il testo usciva da Strasburgo con un grande appoggio, figlio dell’intesa popolari-socialisti, ed effettivamente stravolto, ma anche assai poco chiaro. A fine maggio i 25 hanno introdotto il Registro pubblico europeo: ogni Stato membro dovr� giustificare perch� non apre un dato settore alla concorrenza delle imprese degli altri paesi Ue (la direttiva specifica che si pu� solo per ragioni di �ordine pubblico, salute pubblica e di tutela ambientale�) esponendosi cos� alle pressioni delle altre capitali e della Commissione volte a smantellare gli ostacoli alla liberalizzazione. Non � un caso che questo Registro sia figlio delle pressioni dei nuovi paesi dell’est. Per volont� di Londra i 25 cancellavano dall’articolo 1 il riferimento alla Carta dei diritti fondamentali, mentre Parigi riusciva ed escludere dal campo di applicazione i notai (categoria gi� ben protetta). Per il resto il campo di applicazione rimane immutato con l’esclusione della sanit�, degli audiovisivi, delle agenzie interinali, dei servizi sociali di prossimit� (case popolari, asili, aiuti a famiglie disagiate) e di settori come la posta, l’elettricit�, il gas, l’acqua, il trattamento di acqua e rifiuti. La Bolkestein varr� per tutti gli altri servizi.