Ue: obiettivi italiani fuori linea

09/07/2002


MARTEDÌ, 09 LUGLIO 2002
 
Pagina 4 – Economia
 
La Commissione critica il nuovo tetto dello 0,8% al disavanzo del 2003 e il mancato pareggio del 2004, indicati da Tremonti
 
Ue: obiettivi italiani fuori linea
 
Solbes: azzerate il deficit. Dpef, giallo sulle modifiche
 
 
 
                          Domani faccia a faccia con il ministro a Bruxelles per l´esame del Documento di programmazione. Cambiano gli impegni? Oggi vertice sulle privatizzazioni
 
ROBERTO PETRINI
FRANCO PAPITTO

ROMA – Pedro Solbes dice no. Il Dpef 2003-2006 ancora deve arrivare in Parlamento, e già partono i primi siluri da Bruxelles. Il commissario europeo agli affari monetari, reduce di un violento scontro con il ministro Tremonti per la bocciatura da parte di Eurostat delle cartolarizzazioni, ha fatto sapere che «si aspetta dall´Italia, come da tutti, pieno rispetto degli accordi raggiunti dai ministri finanziari il mese scorso a Madrid», cioè che abbia un deficit «vicino al pareggio» nel 2003 e «raggiunga l´equilibrio» l´anno dopo. Il portavoce di Solbes, Gerassimos Thomas, ha chiarito che quel «vicino al pareggio» non può essere lo 0,8 per cento del pil previsto dal Dpef. La valutazione sarà fatta dalla Commissione europea «caso per caso» e dipenderà da vari fattori, fra i quali «è compreso il debito pubblico» che in Italia è il più alto d´Europa. In ogni caso, secondo Solbes, «non si può ritenere vicino al pareggio un disavanzo superiore allo 0,5 per cento del Pil». Per il 2004, inoltre, «Solbes si attende il pareggio dei conti».
La dichiarazione – unita ad un pesante articolo del Financial Times che accusa l´Italia di voler indebolire il patto di stabilità – è giunta come un fulmine a ciel sereno sul palazzone romano di Via Venti Settembre: la tabella con il piano italiano, diffusa in concomitanza con il consiglio dei ministri di venerdì scorso che ha varato il Dpef, infatti non coincide con le aspettative di Solbes in quanto per il 2003 prevede un deficit-pil dello 0,8 per cento, per il 2004 dello 0,5 per cento e prospetta il pareggio solo nel 2005 quando ci sarà un surplus minimale dello 0,1 per cento.
L´interpretazione che filtra dal governo è diametralmente opposta: per il Tesoro lo 0,8 del 2003 rispetterebbe l´accordo di Siviglia, per lo 0,4 sarebbe il cosiddetto «close to balance» e il resto deriverebbe dalla minor crescita economica. Anche per il 2004 il governo si aspetta di considerare lo 0,5 come frutto della congiuntura avversa cioè rientrante nei cosiddetti stabilizzatori automatici, ma c´è anche chi dice che si starebbe limando la cifra verso un più contenuto 0,3 per cento. Sotto stretto vaglio sarebbe anche la crescita del 2003 che il Dpef ha fissato al 2,9%, più del doppio di quella del 2002.
Sul Dpef ieri si è scatenato un piccolo «giallo», sul quale ha puntato l´indice il Nens, centro studi di Visco e Bersani, alimentato dal fatto che la sintesi inserita nel sito del Tesoro venerdì è scomparsa: il che ha fatto pensare a ripensamenti del governo e modifiche delle cifre dell´ultima ora. «Il Dpef ancora non c´è e già è nella bufera», ha commentato Natale D´Amico della Margherita. Ora si attende la presentazione in Parlamento, forse oggi, mentre per domani è prevista la riunione dell´Eurogruppo e in mattinata a Bruxelles un faccia a faccia tra Tremonti e Pedro Solbes. Oggi infine si riunirà il comitato per le privatizzazioni con l´audizione dell´amministratore delegato dell´Enel Paolo Scaroni. Possibile il via alla privatizzazione dell´Ente Tabacchi (ETI).