Ue, l´inflazione scende sotto il 2%

19/11/2003


Pagina 33 – Economia
19 novembre 2003
 
 
Il nostro paese al secondo posto a ottobre (2,8%).
Cerutti, vicepresidente Confindustria: sui maxi-aumenti il governo doveva agire
Ue, l´inflazione scende sotto il 2%

Ecco tutti i rincari record in Italia: poste, alimentari, sigarette
          ANDREA GRECO


          MILANO – L´inflazione cala in Eurolandia e nell´Ue, ma in Italia resta tra le più alte e il divario con gli altri paesi si avvicina al punto percentuale. La stessa Confindustria, con il vicepresidente Guido Cerutti, interviene accusando di immobilismo il governo sul carovita.
          Tutte "fredde" le notizie di giornata sui prezzi. Ad ottobre, l´inflazione annua è scesa al 2% nella zona euro ed all´1,8% per l´intera Ue rispetto al 2,2% ed al 2,0% di settembre. E´ quanto ha annunciato Eurostat. I livelli massimi dei prezzi si sono osservati in Irlanda (3,3%), Italia e Portogallo (entrambi 2,8%) e Spagna (2,7%); il meglio è in Finlandia (0,9%), Austria (1%), Germania e Danimarca (entrambi 1,1%). Valori stabili in Gran Bretagna, dove i prezzi al dettaglio, senza contare i mutui, sono fermi in ottobre e registrano un +2,7% tendenziale, poco sotto le attese e ai minimi da un anno. Idem negli States, con prezzi al consumo invariati in ottobre e in crescita su base annua del 2,3%. Anche qui si prevedeva un tenue rialzo.
          I dati sull´inflazione italiana in novembre escono giovedì, e gli addetti ai lavori interpellati da Radiocor stimano un rialzo tendenziale ridotto al 2,5%, come non si vedeva da agosto 2002. Un trend che, dicono, può stabilizzarsi. Ma chi guarda al passato recente, o più semplicemente va a far la spesa, vede questi discorsi come fumosa teoria. È ruvido anche Giancarlo Cerutti, vice presidente di Confindustria: «Il governo ha sbagliato moltissimo, perché doveva intervenire e non l´ha fatto ? ha detto l´imprenditore a un convegno fiorentino ? i prezzi sono aumentati tanto in Italia; il rapporto è stato di un euro ogni mille lire e l´hanno fatto i commercianti e chi gestisce servizi». All´Intesa dei consumatori non pare vero: «Finalmente anche Confindustria ci dà ragione».
          A mostrare, numeri alla mano, che lo scontento popolare non è campato per aria è un´elaborazione di Cittadinanzattiva, associazione di consumatori che ha trovato gli 85 prodotti del paniere cresciuti in 12 mesi più del 2,7% totale indicato dall´Istat. Esempi? Le patate sono aumentate del 23%, il pollo che spesso le accompagna si paga il 10% in più. Cattive notizie anche dai cartellini di ortaggi e legumi freschi, rincarati del 9,5%, contro il 7,6% della frutta fresca e il circa 5% di pesce e carni non bovine. Tra le prestazioni pesano due voci "incisive" come il bancoposta (+26,7%) e i servizi bancari (+9,1%), come pure i trasporti per nave (+20,8%) e le solite sigarette (+14,3% nazionali, +7% straniere).
          Assai più cari anche i pedaggi autostradali (6,7%), i trasporti extraurbani (+5,8%) e i voli aerei (6,5%). Per il caro casa ? a parte i prezzi del mattone, diciamo fuori concorso ? sono lievitate le utenze del gas (6,3%) e dell´acqua (4,5%), ma non stanno indietro le riparazioni: elettrodomestici +4,8%, mobili +4,25%. Anche il tempo libero si adegua all´epoca dell´euro: +8,24% lo stadio, +7,2% i libri. I campeggi e gli agriturismi costano l´8,5% in più, un pasto al ristorante o in pizzeria +4,55%. Sono invece quasi in linea con l´inflazione ufficiale le discoteche (+3,5%), gli alberghi (idem) e le palestre (+2,9%).