Ue: Italia, obiettivi a rischio

29/10/2003

 

mercoledì 29 ottobre 2003
 
Pagina 38 – Economia
 
 
Le stime della Commissione più pessimistiche di quelle del governo. Pil +0,3% quest´anno, 1,5% il prossimo
Ue: Italia, obiettivi a rischio
"Deficit al 2,8% ed inflazione al 2,3% nel 2004"
          Il debito cala troppo lentamente, il disavanzo è lontano dai target. Ma la situazione di Francia e Germania rende improbabile un richiamo
          LUIGI MAYER

          ROMA – Se il Patto di stabilità non fosse già in stato preagonico sotto il peso dei maxi-deficit di Francia e Germania, le previsioni economiche autunnali della Commissione Ue giustificherebbero un "early warning" (avvertimento preliminare) all´Italia: secondo le stime degli esperti di Pedro Solbes – che saranno rese note oggi a Bruxelles – il disavanzo sarà infatti pari al 2,6% del Pil per l´anno in corso ed al 2,8% nel 2004 (contro il 2,5% ed il 2,2% stimati dal governo), ad un passo dal tetto del 3,0% previsto dall´accordo europeo sui bilanci.
          Ma l´"early warning" sui conti italiani è a dir poco remoto: sul tavolo del Consiglio Ecofin ci sono questioni ben più scottanti e controverse. Il rischio, ormai più che concreto, è quello di una santa alleanza fra Parigi e Berlino per disinnescare ogni tentativo della Commissione e dei paesi "piccoli" di applicare il Patto e battere la strada di possibili sanzioni. I due stati membri più potenti di Eurolandia chiuderanno entrambi il 2003 con deficit pari al 4,2% del Pil e nel 2004 sfonderanno ampiamente per la terza volta consecutiva la soglia del 3%: la Francia toccherà quota 3,8%, la Germania 3,9%. Nell´insieme, il disavanzo della zona euro salirà quest´anno al 2,8% per ripiegare al 2,7% il prossimo.
          Ue più pessimista su Pil e prezzi. L´Italia riuscirà dunque ad evitare richiami in sede europea, ma ciò non toglie che le cifre della Commissione siano sensibilmente più pessimistiche di quelle del governo. Nel 2003, la crescita del Pil sarà praticamente piatta (0,3% contro lo 0,5% ipotizzato da Roma), mentre il prossimo anno toccherà l´1,5%, quasi mezzo punto in meno di quanto indicato nelle Relazione Previsionale e programmatica (1,9%) e sotto la media della zona euro (1,8%). Anche l´inflazione, sia pure in ripiegamento, resterà in Italia superiore ai livelli medi europei: 2,8% nel 2003 e 2,3% nel 2004, contro rispettivamente il 2,1 e 2,0% nell´Ue ed in Eurolandia.
          Debito cala a ritmo troppo lento. Notevole è anche la divergenza di stime fra Bruxelles e Roma sul debito pubblico. Secondo la Commissione, il rapporto fra debito e Pil calerà solo marginalmente dal 106,7% del 2002 al 106,4% di quest´anno ed al 106,1% del 2004. Il governo prevede invece di scendere al 106% nel 2003 ed al 105% nel 2004. Solbes non mancherà di sottolineare che il ritmo di riduzione è troppo lento e che l´obiettivo di discesa sotto il 100% è stato spostato nuovamente in avanti nel tempo (al 2007). L´avanzo primario, ormai inferiore al 3% del Pil, non basta per incidere in modo sufficiente sulla montagna del debito. A preoccupare in modo crescente l´esecutivo europeo, in linea con la Banca d´Italia, è inoltre la forbice sempre più ampia fra fabbisogno di cassa ed indebitamento della Pubblica Amministrazione (la grandezza rilevante ai fini di Maastricht).
          Obiettivi del governo a rischio. Nell´analisi della manovra 2004 che sta affrontando in questi giorni la kermesse parlamentare, la Commissione esprime valutazioni critiche: la minor crescita spiega in parte, ma non del tutto, i dati più negativi di Bruxelles sul deficit. In definitiva, è assai difficile che gli obiettivi di finanza pubblica fissati dal governo possano essere centrati senza ricorrere ad ulteriori misure correttive. Il massiccio ricorso a provvedimenti "una tantum" (circa l´1% del Pil nel 2004) riproporrà nel 2005 e più avanti il problema di come rimpiazzarli con misure permanenti.
          Ripresa moderata in Europa. Il rapporto autunnale della Commissione confermerà uno scenario di ripresa moderata ma costante. Dal misero 0,4% di quest´anno, Eurolandia farà segnare una progressiva accelerazione nel 2004 (1,8%) e nel 2005 (2,3%). Di poco migliori le cifre per l´Ue: nell´ordine, 0,8%, 2,0% e 2,4%. La disoccupazione passerà dall´8,9% di quest´anno al 9,1% il prossimo per tornare all´8,9% nel 2005. Un´economia ancora in lenta guarigione di fronte ad una locomotiva Usa che è già tornata in salute.