Udine. Rischio licenziamenti nelle mense

05/05/2006

    venerd� 5 maggio 2006

    Pagine/Udine e Pordenone

    Rischio licenziamenti nelle mense

      A Palmanova, Codroipo e in provincia di Pordenone 56 posti in pericolo nei servizi alle caserme

        I lavoratori della Cooperativa italiana di ristorazione che gestisce le mense delle caserme di Palmanova e Codroipo, pi� altre cinque in provincia di Pordenone, ieri hanno scioperato e manifestato davanti al Palazzo della Prefettura di Udine. Lo stato di agitazione, era chiarito in una nota diffusa da Filcams Cgil e Fisascat Cisl, � stato determinato dalla comunicazione da parte dell’azienda di diciasette esuberi per la provincia friulana e di altri trentanove per la provincia di Pordenone, con il rischio che a fine mese questi si traducano in altrettanti licenziamenti. La manifestazione di ieri si aggiunge allo sciopero del 12 aprile scorso a Pordenone al quale la partecipazione era stata elevata.

          A ricevere una delegazione di lavoratrici e di lavoratori ieri � stata il capo di Gabinetto della Prefettura Maria Rita Coluccia che ha raccolto le ragioni dei manifestanti con l’impegno a trasmetterle al Ministero della Difesa.

            �Nel frattempo – affermano nel comunicato Claudio Caporale della Cgil e Massimo Onida della Cisl – la Cir Food ha attivato la procedura di mobilit�. L’internalizzazione dei servizi di ristorazione delle caserme in questione non pu� essere mascherato dietro a un presunto mancato finanziamento per il 2006 da parte del Ministero della Difesa. Infatti lo stesso Ministero ha comunicato alle organizzazioni sindacali nazionali di aver provveduto, proprio per evitare l’internalizzazione dei servizi, con finanziamenti aggiuntivi pari a circa 200 milioni di euro�.

              �Tutta la problematica legata alla precariet� dei lavoratori impiegati nei servizi in appalto si sta, negli ultimi anni, drammaticamente accentuando – � l’allarme lanciato dai rappresentanti degli addetti – Per questa ragione le organizzazioni sindacali chiedono alle istituzioni di vigilare e, se necessario, intervenire per salvaguardare un intero tessuto sociale che si sta pericolosamente sgretolando�.