Udine. Protestano le cuoche delle caserme

23/05/2006

    marted� 23 maggio 2006

    Pagine NordEst

    Protestano le cuoche delle caserme

      Rischiano il posto di lavoro perch� l’ esercito ha deciso che in cucina tornano i militari

      Camilla De Mori

        Niente pi� cuoche "civili" nelle mense della caserma "Paglieri" di Codroipo e "Durli Ederle Isonzo" di Palmanova, dove dal 1. giugno, se l’esternalizzazione del servizio andr� in porto, anche in cucina lavorer� personale militare. E 17 lavoratrici, dipendenti della Cir Food di Reggio Emilia, perderanno il posto di lavoro. Per protestare contro questa decisione presa dagli alti comandi dell’esercito, ieri le cuoche che oggi lavorano nelle mense delle due caserme friulane, hanno manifestato per due ore, dalle 9 alle 11, assieme ai rappresentanti sindacali della Fisascat Cisl e della Filcams-Cgil udinese, davanti alla "Paglieri" e oggi si mobiliteranno di nuovo, questa volta davanti alla "Durli Ederle Isonzo" di Palmanova. Si arriver� cos� a quattro scioperi nel giro di due mesi (il 12 aprile le lavoratrici avevano manifestato davanti alla Prefettura di Pordenone e il 4 maggio davanti alla Prefettura di Udine).

        In regione a rischiare il posto sono quasi 60 persone, �in prevalenza donne, per tante delle quali questo lavoro costituisce l’unica fonte di reddito�, come chiarisce Massimo Onida della Fisascat Cisl (alle 17 lavoratrici delle caserme della provincia di Udine si aggiungono le 39 persone impiegate in 5 caserme del Pordenonese, dove il servizio mensa sar� ugualmente internalizzato), ma in futuro potrebbero essere oltre duecento. Come spiega Claudio Caporale della Filcams Cgil, �l’operazione condotta in queste 7 caserme friulane � una sperimentazione. Se dovesse andare in porto, temiamo che l’internalizzazione possa esser estesa a tutte le caserme della regione. Il che si tradurrebbe in oltre 200 licenziamenti�.

        I vertici militari della Paglieri che ieri hanno ricevuto i sindacati, pur esprimendo solidariet� alle lavoratrici, hanno allargato le braccia: la decisione, hanno detto, � stata presa a Roma, dall’ispettorato logistico, per colpa dei tagli in finanziaria. Una spiegazione che lascia perplessi i sindacalisti. �Ci hanno detto che gli ordini arrivano dall’alto. – dice Caporale – Eppure il governo ha rifinanziato 300 milioni di euro per mantenere i servizi in appalto e il costo del servizio mensa esterno nelle 7 caserme friulane � di circa 1,5 milioni di euro, che sono nulla rispetto al budget nazionale di 300. E’ assurdo�. �Perch� – gli fa eco Onida – in alcune caserme non sono stati prorogati gli appalti del servizio mensa? Ci risulta che l’operazione tocchi 13 reggimenti, ma non sappiamo con quali criteri vengano adottate le decisioni�. I sindacati non hanno intenzione di cedere. �Il 24 maggio – spiega Caporale – � previsto un nuovo incontro con la Cir Food a Pordenone. Abbiamo gi� detto che non firmeremo nessun accordo. Vogliamo tener duro il pi� possibile. Anche se le 17 lavoratrici delle due caserme della provincia di Udine dovessero essere riassorbite nella cooperativa locale che si occuper� del servizio di pulizia e lavaggio pentole, non andrebbe bene ugualmente, perch�, invece di godere del trattamento previsto dal contratto per il turismo, come accadeva sinora, sarebbero assoggettate al contratto multiservizi, con criteri diversi e peggiorativi�.