Udine. Protesta dei lavoratori della Unicop

14/09/2005
    mercoledì 14 settembre 2005

    Pagina 5 – Udine

    Protesta dei lavoratori della Unicop
    Comune, Tribunale e Teatro Nuovo: sciopero delle pulizie

      L’assemblea indetta dai sindacati della Fisascat-Cisl e della Filcams-Cgil per discutere con le società e gli enti che hanno in appalto i servizi della Cooperativa universale unicop di Padova è andata deserta. «Fallito questo tentativo di dialogo – spiegano i rappresentanti dei sindacati – l’unica arma che resta a nostra disposizione è quella dello sciopero».
      Per giovedì, venerdì, sabato e domenica sono quindi a rischio i servizi di pulizia degli uffici comunali, del teatro Nuovo Giovanni da Udine e del tribunale.

      Attorno al tavolo della camera di lavoro presso la sede della Cgil ieri mattina c’erano infatti solamente i due segretari dei sindacati, Paolo Duriavig della Cisl e Mattia Grion della Cgil, e le 15 lavoratrici operanti in Provincia che rischiano il licenziamento e che non ricevono da due mesi gli stipendi. Proprio per cercare una soluzione a questa problematica, i sindacati avevano indetto un’assemblea per sensibilizzare le società committenti affinché, come previsto dalla normativa vigente, «si facciano carico di garantire un lavoro alle dipendenti della cooperativa che stanno rischiando il posto e provvedano al pagamento degli arretrati».

      Le prime avvisaglie che le cose non andavano per il meglio, le dipendenti della Cooperativa universale unicop di Padova le hanno avuto lo scorso anno quando non hanno ricevuto in busta paga la quattordicesima. La stessa cosa si è ripetuta quest’anno, ma la situazione è precipitata in marzo quando la cooperativa ha chiesto di mettere in mobilità 122 dei 143 dipendenti. Una richiesta che i sindacati non hanno concesso. Dal mese di luglio poi, nessuno dei 15 lavoratori impiegati in provincia di Udine (oltre al comune del capoluogo, al teatro e al tribunale, il servizio di pulizia riguarda anche il comune di Tricesimo) ha ricevuto lo stipendio. Da qui la scelta dello sciopero.

        Cristian Rigo