Udine. Imprese di pulizie sul piede di guerra

15/06/2006
    gioved� 15 giugno 2006

    Pagina 2 – Udine

      Imprese di pulizie sul piede di guerra

        I sindacati temono che la fusione ospedale-policlinico porti a ridurre i fondi

          Secondo i sindacati, oggi 2.400 in sciopero nella provincia

            Il timore dei sindacati � che l’avvenuta fusione tra l’Azienda ospedaliera Santa Maria della Misericordia e il Policlinico universitario possa portare a una riduzione dei fondi destinati ai servizi di pulizia: per questo motivo le segreterie provinciali della Filcams Cgil e della Fisascat Cisl intendono tenere alto il livello di guardia.

            �Dopo i problemi avuti con gli enti pubblici, le caserme e le basi militari per i tagli della finanziaria – dicono i sindacalisti – intendiamo vigilare affinch� la situazione non precipiti anche per l’ospedale di Udine, dove gi� i lavoratori della Promos San Giacomo di Trieste hanno dovuto sottoscrivere un accordo di solidariet� e ridursi l’orario di lavoro per evitare licenziamenti�.

            Pi� in generale Cgil, Cisl e Uil oggi manifesteranno a Roma per il rinnovo del contratto nel settore polizia in modo che vengano riconosciuti diritti e tutele ai lavoratori.

            Al centro delle critiche gli appalti al massimo ribasso e la volont� di eliminare l’obbligo di assunzione dei lavoratori con almeno quattro mesi di anzianit� in caso di cambio di appalto.

            Due punti su cui i sindacati non intendono cedere. Tanto che, a livello regionale, vista la �gravit� sociale della situazione�, verr� presentata la richiesta di un contratto integrativo supportato da una norma regionale per colmare le attuali lacune del contratto nazionale introducendo per esempio l’obbligo di versare una fideiussione a garanzia dei lavoratori in caso di fallimento dell’azienda.

            Secondo le stime dei sindacati, oggi saranno circa 2.400 le lavoratrici e i lavoratori delle imprese di pulizia che incroceranno le braccia in provincia di Udine: l’80 per cento di quelli che il dirigente sindacale della Fsascat Cisl Massimo Onida definisce �lavoratori invisibili�.

            Si tratta di lavoratori che nella maggior parte dei casi hanno un contratto part-time che mensilmente gli garantisce uno stipendio medio di circa 500 euro �senza alcuna garanzia dato che in molti casi le cooperative possono anche fare a meno di versare i contributi�.

            In provincia la maggior parte di questi lavoratori � rappresentata da donne (il 95%) e straniere (pi� del 50%) che accettano di lavorare �a condizioni economicamente e sindacalmente inaccettabili pur di non perdere la possibilit� di rinnovare il permesso di soggiorno�.

            Il segretario provinciale della Filcams Cgil, Mattia Grion, sostiene che �se David Maria Turoldo dovesse scrivere degli ultimi tra i lavoratori sicuramente prenderebbe come riferimento gli addetti alle pulizie�.

            Insieme a 25 di questi lavoratori (70 tenendo in considerazione tutto il Fvg) i rappresentanti dei sindacati di Cgil, Cisl e Uil sono partiti ieri sera alla volta della capitale dove oggi, appunto, � in programma lo sciopero generale.

            (c.r.)