Udine. Cgil: politica lontana dalla gente

29/09/2005
    giovedì 29 settembre 2005

      Pagina 8 – Economia

        Cgil: politica lontana dalla gente

          Il sindacato: lavoratori inascoltati. Le donne Cisl: famiglie in difficoltà


            UDINE. Non sono sorpresi i rappresentanti sindacali dalla decisione, della giunta regionale, di promuovere il testo unico sul commercio senza prendere in considerazione l’accordo siglato martedí a Trieste con i commercianti. Adriana Merola, della Filcams Cgil: «Sostengo da tempo che la politica sta percorrendo una strada in perfetta solitudine e oggi (ieri per chi legge) ne abbiamo avuto l’ennesima conferma. Abbiamo chiesto al presidente della Commissione attività produttive Mirio Bolzan – che da giovedì analizzerà la legge – un’audizione proprio per spiegare le nostre ragioni. So benissimo che la legge sarà definita seguendo percorsi individuati dal legislatore, ma credo che il legislatore è al proprio posto perchè delegato dai cittadini a rappresentarli. Va da se che nella stipula o nella riscrittura di una legge si debba sentire e tenere conto delle istanze di tutti per farne una sintesi. Cosa accadrà stavolta non si sa, ma se un governatore o un legislatore crede di essere il messia che scende dal Sinai con le tavole delle leggi, è evidente che una parte dei cittadini dovrà rivedere il proprio giudizio su quel rappresentante politico. Chi vedrà calpestati i propri diritti terrà conto che il legislatore non gli ha neppure ascoltati».

              «La cosa più sorprendente in tutta questa vicenda – conclude Merola – è che, volendo, avrebbero potuto ottenere lo stesso risultato in modo diverso e più vicino alle esigenze degli attori di questo provvedimento: la legge definisce i principi fondanti e i limiti fondanti a quel punto la Regione poteva demandare al territorio, attraverso il federalismo, la facoltà di allargare quanto e quando necessario. Bastava fare soltanto l’inverso. Quella presa dalla giunta ieri, invece, è un’assunzione di deresponsabilità».

                Infine, da registrare il secco no alla legge delle donne della Cisl. «Chi comprerà di domenica se i negozi sono già in difficoltà durante gli altri giorni della settimana? Chi passerà la domenica a fare acquisti sacrificando il piacere di rivedere la famiglia riunita almeno un giorno la settimana? Come faranno a conciliare lavoro e famiglia tutte le donne impiegate nella distribuzione; e che ne sarà delle lavoratrici della piccola distribuzione che non potrà far fronte all’apertura domenicale? Domande cui le donne Cisl chiedono risposte ai legislatori.