“Tutto caro, non ci resta che l’outlet”

03/11/2000



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3 Novembre 2000Oggi in edicola Pagina 30
"Tutto caro
non ci resta
che l’outlet"

Gli italiani e le compere

di ROMANA LIUZZO


ROMA – Le cravatte a pois di Turnbull & Asser in Jermyn street a Londra sono ormai un sogno lontano, così come le camicie Brooks Brothers a New York. Quelle button down da settanta dollari l’una. Ora la maggior parte degli italiani preferisce lo sterminato Outlet che ha aperto nella Grande Mela dove stilisti italiani e non, vendono a prezzi stracciati. O meraviglia delle meraviglie, la multinazionale spagnola Zara, specialisti che comprano le stoffe in Cina, le caricano su una nave e quando arrivano in Europa hanno già trasformato tutto in merce da vendere per poche lire.
Ma i vip alle ricercatezze non rinunciano. Quel che non trovano nel Belpaese lo vanno a prendere all’estero. Costi quel che costi. Di biancheria intima da mezzo milione a pezzo fa incetta Valeria Marini da Victoria’s Secret, così come Marisa Laurito da anni compra tutti mobili della casa romana a Bali: ha una stanza intera color oro e stoffe del luogo sparse ovunque sui divani. Anche Renzo Arbore non bada a spese quando entra nell’americano Hammacher Schlemmer e si trova di fronte al letto ad acqua o allo zerbino dove far incidere il proprio nome. Lorenzo Bassetti (della nota famiglia di commercianti) prende all’estero buona parte degli oggetti che poi vende nel suo negozio romano. L’ultimo, solo in ordine cronologico, l’ ha trovato al Conran shop: un vaso di caucciù per i fiori che se cade rimbalza. In ogni caso, se si tratta di acquistare abiti o cibi particolari, anche l’italiano medio, mette mano al portafoglio. A Londra, per gli amanti degli ombrelli, Brigg è una tappa immancabile, così come le marmellate di Fortnum & maison o le scarpe di John Lobb che adesso si trovano pure da Hermès. Per un’occasione particolare, come un battesimo, chi va a Parigi fa tappa da Bonpoint. Lì, in quella boutique dei piccoli, dove un vestitino può costare più di ottocentomila lire, l’italiano medio si permette un copri-biberon ricamato ad uncinetto o tutt’al più un bel bavaglino (cavandosela con cinquantamila lire). Insomma sono passati i tempi in cui ci voleva la presentazione per entrare da Voyage dove una giacca costa cinque milioni. Adesso ci si incontra Madonna e Sylvester Stallone. E a noi? Non ci resta che l’Outlet.