Tutti i nemici di McDonald’s, Rassegna Sindacale 11 ottobre 2000

http://www.rassegna.it/sindacati/documenti/mac.htm

Rassegna Sindacale 11 ottobre 2000



Scheda / Le campagne contro la multinazionale del fast food
Tutti i nemici di McDonald’s
 
di Davide Orecchio
Sono molti e sono agguerriti i controinformatori, movimentisti, ambientalisti, vegetariani & Co. che proprio non digeriscono gli hamburger di Mac. Dalle pagine dei loro siti web lanciano campagne assai poco diplomatiche contro la catena di fast food più famosa del pianeta, si danno appuntamenti per sit in e manifestazioni di protesta davanti ai ristoranti gialli e rossi, inondano la Rete di documentazione e materiale di propaganda. McDonald’s è diventato il simbolo della globalizzazione e calamita, di conseguenza, un odio diffuso e inestinguibile. Non a caso il cosiddetto popolo di Seattle, ogniqualvolta si aduna, non manca di frantumare qualche vetrina dei suoi ristoranti (è successo a Praga, e prima ancora a Washington).

La lista potrebbe cominciare proprio dal frantuma-vetrine par excellence, quel José Bové, baffuto contadino francese e capopopolo del movimento nato a Seattle, che guidò un assalto di piazza a un McDonald’s di Millau. Lo scorso settembre l’hanno condannato a 3 mesi di galera, ma in 50 mila erano arrivati per sostenerlo all’apertura del processo. 

Nel nostro paese la protesta anti-Mac (appoggiata anche dal leader di rifondazione comunista Bertinotti) ha imboccato diverse strade. L’ultima è quella dei sindacati confederali, che a Firenze hanno manifestato contro le condizioni di lavoro imposte ai dipendenti, ma ancora prima si erano levate voci ben più estremiste. Il sito di controinformazione Tactical Media Crew, vicino ai centri sociali e tanto estremista da siglare a volte le proprie pagine con minacciose stelle a cinque punte, coordina ad esempio una campagna contro McDonald’s. «La natura del business fatto dalla McDonald’s – si legge sul sito – tocca questioni rilevanti della nostra vita quotidiana quali lo sfruttamento del lavoro, la distruzione dell’ambiente, la fame nei paesi del Terzo Mondo, la globalizzazione degli stili di vita e dei consumi etc.». «Ciò che è sbagliato in McDonald’s – prosegue il Tmc – è sbagliato anche in tutte le catene di cibo spazzatura come: Wimpy, Kentucky Fried Chicken, Wendy, Burger King etc. Tutti quanti nascondono il loro sfruttamento scriteriato delle risorse animali e della gente dietro una facciata di colori sfavillanti e "divertimento per le famiglie"».

C’è Greenpeace, all’origine di questa presa di coscienza. L’organizzazione ambientalista si batte da anni contro Mac. La prima campagna fu lanciata dalla sede londinese del gruppo nel lontano 1986. In un volantino intitolato "What’s Wrong With McDonald’s'" ("cosa c’è di sbagliato in McDonald’s) gli attivisti inglesi puntarono per primi l’indice contro quelli consideravano i danni più gravi dei prodotti della multinazionale: la deforestazione, la nocività degli alimenti e i soprusi sulla forza lavoro. Questa campagna finì poi nelle aule dei tribunali britannici e si concluse con un verdetto di condanna per McDonald’s.

In seguito gli ambientalisti hanno arricchito il loro dossier. Recentemente, lo scorso febbraio, Greenpeace ha accusato McDonald’s di utilizzare in segreto soia geneticamente modificata prodotta da un’azienda americana, la Monsanto. Secondo il Wwf, inoltre, anche la filiale italiana della Monsanto (come molte altre imprese) condurrebbe esperimenti sugli organismi 
geneticamente modificati
.

Come se tutto questo non bastasse, si è aggiunta alla fine dell’estate l’accusa di sfruttamento del lavoro minorile. Implicata, in quel caso, la McDonald’s di Hong Kong: una vicenda che ha sollevato uno scandalo internazionale, provocando un effetto domino di dimissioni.

(11 ottobre 2000)