Tutti i dannati di Internet

24/01/2001



24 Gennaio 2001

Tutti i dannati di Internet
Dagli Usa arriva, con la nuova economia, la nuova sindacalizzazione
ANTONIO SCIOTTO

Una batosta dietro l’altra, il mondo di Internet non perdona. Ormai i licenziamenti nella net economy sono (quasi) all’ordine del giorno, e molti dipendenti, da un anno, hanno cominciato a iscriversi ai sindacati. Fino al 1999 il mondo della Rete sembrava un paradiso, dei profitti e del lavoro. Con il nuovo secolo sono arrivati i primi tonfi in Borsa e la bolla si è sgonfiata: troppe scommesse su utili "virtuali", gli introiti pubblicitari sono minori del previsto. E via coi tagli al personale.
Gli ultimi posti a saltare sono stati quelli dei dipendenti dell’americana Altavista, uno dei motori di ricerca più noti. Sconfitta dalla rivale Yahoo nel mercato della pubblicità online, Altavista ha dovuto ridurre il personale di un quarto, licenziando 200 lavoratori. Senza dimenticare i 400 licenziamenti alla Cnn, e i 69 al sito del
New York Times. Ma chi rimane, da chi potrà essere tutelato?
Le battaglie sindacali nel mondo
high tech e Internet hanno una storia breve. La mobilitazione più memorabile è quella che coinvolto in agosto 86.000 dipendenti del colosso Usa delle tlc Verizon Communication, un terzo dei 260 mila lavoratori. La posta in ballo: l’ingresso dei sindacati Cwa e Ibew nel settore vergine della telefonia mobile, che conta, in azienda, la non trascurabile cifra di 32.000 impiegati. Dopo 6 giorni di sciopero, Cwa e Ibew hanno potuto condurre finalmente la campagna di tesseramento. Secondo la legislazione Usa, infatti, è indispensabile che tutti i lavoratori di un’impresa o un settore votino la sindacalizzazione: solo dopo questo passaggio, ogni singolo impiegato può decidere se iscriversi o no.
Alla Verizon, per i sindacati è stato più semplice penetrare, visto che già i lavoratori degli altri rami dell’azienda erano sindacalizzati. Più difficile è l’ingresso nelle imprese nate per la Rete. E’ il caso del primo sito mondiale di commercio elettronico, Amazon.com. A novembre, il management ha avuto la sgradevolissima sorpresa di veder nascere, tra i 400 dipendenti del servizio clienti, il Day2@Amazon.com, che diventerà costola del sindacato WashTech, già affiliato al Cwa. La risposta aziendale è la solita: "Grazie alle
stock options che offriamo ai dipendenti, ogni lavoratore è anche azionista e può parlare dei propri problemi, senza bisogno che si iscriva al sindacato". Dunque, "Iscrivervi al sindacato non vi conviene: dovrete pagare le quote associative e sarete coinvolti in possibili disordini interni".
Ma sono ragioni che convincono sempre meno i dipendenti di siti & simili, sempre più bisognosi di sicurezze. Il veloce passaggio da un lavoro all’altro, checché se ne pensi, fa paura anche ai "flessibilissimi" americani, sempre meno disposti a rinunciare a benefit classici, come ad esempio pensioni dignitose e assistenza sanitaria. Ultimi tentativi di sindacalizzazione: una quarantina di dipendenti californiani addetti al servizio clienti di etown.com e ShopAudioVideo.com, hanno deciso di mettere ai voti l’adesione al Cwa.