Tutti gli uomini della cordata per Giacomelli sport

01/09/2004
     
    MARTEDÌ, 31 AGOSTO 2004
     
    Pagina 3 – Cecina
     
    Società chimica: ecco tutti gli uomini della cordata per Giacomelli sport
     

     LARDERELLO. Un americano, un olandese e tre italiani. Se ci fermassimo qui potrebbe essere l’inizio di una barzelletta, invece la cordata prosegue con un fondo di private equity londinese (gestito da italiani, però). È la compagine azionaria che – sotto il nome di Tuscan sport srl – sta per rilevare Giacomelli, la catena di negozi sportivi schiacciata da un debito di 620 milioni di euro. A organizzare l’acquisione un pezzetto di Larderello: Todd Robert Berman, il finanziere americano che all’inizio del 2004 ha affiancato (insieme ad altri imprenditori) Sun capital nella scalata alla Società chimica.

     In attesa del via libera del ministero delle attività produttive, Milano finanza ha rivelato chi c’è dietro a questa operazione. Confermato il coinvolgimento – grazie alla vecchia amicizia che lo lega a Berman – di Frits Van Paaschen.

     Un manager che in passato ha ricoperto incarichi di prestigio alla McKinsey e poi in alla Disney. Fino a pochi mesi fa poi, è stato vicepresidente e direttore generale corporate della Nike per Europa, Medio Oriente e Africa. Sarà lui, probabilmente, il presidente e l’amministratore delegato della nuova Giacomelli. Un doppio incarico che avrà lo scopo di garantire i fornitori della passata gestione, già scottati dal crac finanziario.


     Per Berman invece, se le Attività produttive non bocceranno l’operazione, ci sarà un posto nel cda ma senza ruoli operativi. Al massimo sarà un consulente della rinata Giacomelli.


     Berman ha 47 anni e da almeno venti è nella finanza che conta: ha lavorato come banker o advisor in importanti gruppi finanziari come Allen & company, Sun capital, Reservoir, Chartwell investiments. Un centinaio le acquisizioni andate in porto grazie a lui. Un uomo riservato dicono le cronache, ma nel 2003 il suo nome in Maerica rimbalzò più volte quando tentò di di comprare una squadra di hockey (Buffalo Sabres) insieme a un socio. L’affare però tramontò proprio sul più bello.


     Grazie a Sun capital l’avventura in Italia. L’azienda americana lo ha coinvolto nella scalata a Scl, e adesso è il presidente della azienda ex marchio Eni. Sempre la Sun ha lanciato l’idea di prendere Giacomelli, ma si è ritirata quando ha capito che non era strategico (l’azienda americana non ha una sede europea). Così il finanziere si è messo a cercare altri fondi.
     Prima ha coinvolto il fondo Leonardo (gestito dai fratelli Antonio e Stefano Roma e da Donato Lo Scalzo), che fino a un minuto prima arricchiva una cordata concorrente.


     Leonardo capital in Italia è presente nel capitale di Smurfit Sisa (una società di imballaggi di Asti, leader mondiale nel packaging a base di carta e cartoncino), mentre nel recente passato era socio rilevante di Saeco. Prima ancora di Banca Finnat, Interbanca e Interpump.
     L’offerta di Berman e soci ha battuto la concorrenza della Bs, che aveva offerto 7,1 milioni di euro per acquisire la catena di 59 negozi col marchio Giacomelli. La Tuscan invece sul piatto di milioni ne ha messi 11.


     Adesso la parola passa al ministero delle Attività produttive, poi Giacomelli potrà risorgere dalle sue ceneri.