TUTTI A ROMA IL 23 MARZO, SCIOPERO GENERALE IL 5 APRILE

22/02/2002

FILCAMS-Cgil
Federazione lavoratori commercio turismo servizi
Ufficio Stampa
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22 febbraio 2002

TUTTI A ROMA IL 23 MARZO, SCIOPERO GENERALE IL 5 APRILE

Il comitato direttivo della Cgil, votando all’unanimità la proposta del segretario generale Sergio Cofferati, ha proclamato uno sciopero generale di otto ore per venerdì 5 aprile e ha deciso una manifestazione nazionale a Roma per sabato 23 marzo.

La segreteria della Cgil si è riservata di verificare una eventuale convergenza di Cisl e Uil e quindi, in tale caso, di rimodulare le date delle iniziative.

Il direttivo della Cgil ha deciso di organizzare attivi in tutte le strutture della confederazione e assemblee nei luoghi di lavoro. Saranno anche possibili iniziative di sciopero a livello locale.

Tra una ventina di giorni la segreteria farà il punto della situazione. In seguito sarà il direttivo a valutare le modalità con le quali verrà organizzato lo sciopero del 5 aprile che comunque – ha detto Giuseppe Casadio della segreteria confederale nazionale – “sarà uno sciopero che fermerà l’Italia”.

La data del 5 aprile potrebbe essere spostata solo nel caso che ci sia un accordo con le altre organizzazioni sindacali oppure in relazione a come evolverà la situazione sulle deleghe del governo su lavoro, pensioni e fisco.

Cisl e Uil, pur ribadendo la loro contrarietà alla modifica dell’articolo 18, hanno accettato l’invito del governo a riprendere il confronto sui contenuti della delega sul lavoro.

Per la Cgil sedersi a quel tavolo – ha ribadito Cofferati – “è inaccettabile perché quando la materia è diritto fondamentale per le persone non c’è spazio negoziale”.

Per Cofferati la proposta di dare due mesi di tempo alle parti sociali per un avviso comune “è un atto di arroganza, finalizzato ad addossare alle parti la responsabilità di una mancata intesa”. Un atto che nasconde la volontà del governo di avere mano libera.

Lo sciopero generale – ha detto Cofferati – “è una scelta lineare e coerente con quello che fino a ieri tutte e tre le confederazioni sindacali hanno detto a milioni di persone. E non capisco chi, per convincere il governo ad accogliere le proprie richieste, invece di far crescere le iniziative di lotta decide di fermarle”.