Tutti a Milano per difendere la legge 194

09/01/2006
    venerdì 6 gennaio 2006

    Pagina 13 Economia & Lavoro

    SABATO 14

      Tutti a Milano per difendere la legge 194

        Usciamo dal silenzio. Mai titolo fu più appropriato per una manifestazione come quella organizzata, dalle donne e per le donne, a Milano il 14 gennaio prossimo. Non una semplice manifestazione, ma il culmine di un rinnovato movimento di consapevolezza e protesta femminile che sembrava sopito da decenni.

          Gli attacchi delle scorse settimane alla legge 194, «una legge che autorizza l’aborto senza favorirlo – recita il volantino – proteggendo la salute delle donne e diminuendo drasticamente il numero delle interruzioni di gravidanza» hanno infatti generato una straordinaria risposta corale su tutto il territorio nazionale. Dopo la prima affollata assemblea di Milano, sono stato organizzati decine d’incontri nelle varie città d’Italia (compreso un presidio di solidarietà internazionale in quel di Manchester). Dopo la messa in calendario del corteo (che alle due del pomeriggio attraverserà Milano, dalla Stazione Centrale a piazza del Duomo) sono invece iniziate le riunioni per prenotare treni speciali (da Bologna e, in via di conferma, da Firenze), pullman (venti sono in arrivo solo da Torino) e aerei (da Catania e da Olbia) per raggiungere il capoluogo lombardo da ogni regione. Uno sforzo organizzativo che si avvale del sostegno della Cgil (è del 19 dicembre l’ordine nazionale alle strutture di attivarsi per la promozione delle iniziative), ma che soprattutto ha portato alla rinascita dell’associazionismo femminile e femminista di cui si era persa memoria: quasi un centinaio le organizzazioni e i comitati coinvolti, alcuni nuovi di zecca, altri risorti dagli anni Settanta, altri ancora rinvigoriti ed arricchiti nelle motivazioni e nelle funzioni. Per difendere la legge 194, ma soprattutto la libertà e l’autodeterminazione delle donne, si stanno muovendo a migliaia, collegate in rete dal sito www.usciamodalsilenzio.org: una media di 600 contatti quotidiani, quasi 11mila solo negli ultimi cinque giorni.

            l.v.