Tutti a casa al primo petardo

14/04/2005

    giovedì 14 aprile 2005

    Vertice Berlusconi-Pisanu: «Guardia alta, più prevenzione».
    Linea dura di Carraro
    Tutti a casa al primo petardo
    «Da domani partita sospesa e 3-0 a tavolino se pioveranno oggetti in campo»

      di Gaetano Basilici

      ROMA — Contro la violenza negli stadi, questa volta si fa davvero sul serio. Scende in campo anche Berlusconi, che ha ieri incontrato Pisanu: «Occorre fermezza, rischiamo eventi ancora più gravi di quelli di Milano». Il governo fa sapere che intensificherà la prevenzione e che ricorrerà, se necessario, a misure più drastiche. La Federcalcio ha già adottato un primo deciso provvedimento. L’arbitro, spiega il presidente Franco Carraro, dovrà sospendere la partita al primo lancio in campo di petardi o di oggetti idonei ad offendere. E che la società ritenuta responsabile perderà l’incontro a tavolino per 3 a 0. Tutto questo da domani. «Provvedimenti condivisibili», commentano gli arbitri.

      La presidenza federale ha anche richiamato gli organi della giustizia sportiva a un’applicazione severa e rigorosa delle norme disciplinari, nonchè i dirigenti, gli allenatori e i calciatori ad avere comportamenti, anche verbali, contro ogni forma di violenza. Il mondo del calcio, insomma, sembra avere recepito il messaggio del ministro dell’Interno, Giuseppe Pisanu: «Basta violenze, altrimenti chiudo gli stadi a rischio».

      Anche il mondo politico si mobilita. E ieri, come detto, si è fatto sentire addirittura il premier al quale il titolare del Viminale ha riferito sulle misure attuate per prevenire e fronteggiare ogni atto di teppismo. Al termine dell’incontro con il premier, Pisanu ha rilasciato qualche commento: «La situazione è grave. Quello che posso assicurare è che non ce ne staremo con le mani in mano». Ma i bulloni e i fumogeni come entrano negli stadi? «Ho fondati timori che molti oggetti contundenti vengano introdotti negli stadi prima dell’apertura dei cancelli al pubblico». Dietro i gravi episodi di violenza esiste una precisa strategia? «Non credo che ci sia una strategia unitaria». Sono previste nuove leggi contro la violenza degli ultrà? «Le leggi ci sono, possiamo anche migliorarle. Ma occorrono soprattutto azioni più decise da parte di tutti. Da parte mia ci saranno».

      A differenza di quanto avvenuto in passato, adesso la linea dura appare fuori discussione. «La violenza negli stadi è diventata intollerabile. La Lega aveva proposto, quando ministro dell’Interno era Scajola, un provvedimento molto restrittivo che poi il Parlamento ha edulcorato», si è rammaricato il ministro della Giustizia, Roberto Castelli. Sullo stesso tema è intervenuto Mario Pescante, sottosegretario ai Beni culturali con delega allo sport, ricordando che quando nell’agosto del 2001 il governo varò il decreto antiviolenza «non si volle accettare la severità delle sanzioni» e ribadendo che «serve con urgenza l’immediatezza della pena, perchè abbiamo assistito a veri atti criminali di teppaglia che agisce nella più totale immunità».

      A fianco del governo si è schierato il leader dei Ds, Piero Fassino. «Credo che si debbano prendere tutte le misure necessarie a garantire che lo sport continui a essere fuito da tantissima gente nella sicurezza e nella serenità. E si metta in condizioni di non nuocere chi vuole invece introdurre fattori di violenza intollerabile» ha detto. Si pensa anche all’ipotesi di privatizzare la gestione della sicurezza negli stadi, sul modello inglese.

      I Ds la appoggiano, ma il sindacato reagisce duro: «Sarebbe una decisione lesiva dell’incolumità degli operatori che saranno comandati a svolgere questa attività, e una pericolosa deriva verso la privatizzazione dell’ordine pubblico», commenta Maurizio Scarpa, segretario nazionale della Filcams-Cgil.