Tutelare il lavoro di assistenza familiare delle donne immigrate

20/07/2005

    martedì 19 luglio 2005

    Notiziario

    IMMIGRAZIONE

    Tutelare il lavoro di assistenza familiare delle donne immigrate

    Dal Meeting di Cecina la Cgil lancia la proposta di una piattaforma contrattuale. Corraini (Filcams Cgil): ”La vertenza sarà difficile”

    FIRENZE – Una piattaforma contrattuale per tutelare il lavoro di assistenza familiare delle donne immigrate. E’ la proposta lanciata questa mattina a Cecina, dove è in corso l’XI edizione del Meeting Antirazzista. Sono quasi un milione in Italia le donne immigrate “badanti”, che lavorano come assistenti di persone anziane o disabili contribuendo alla qualità della vita di molti nuclei familiari.“Il lavoro di queste persone ha aiutato ad abbattere le barriere ed i pregiudizi nei confronti degli immigrati – ha rilevato Piero Soldini, Responsabile immigrazione Cgil, “ed ha rappresentato una risposta al bisogno di assistenza familiare che oggi il nostro modello di welfare non riesce a dare. A fronte di questo c’è però la drammaticità delle condizioni di lavoro di donne occupate spesso nel sommerso (in oltre il 50% dei casi), nel lavoro nero, in condizioni di sottosalario e senza tutele. Si aggiungono poi fattori di forte discriminazione legati al fatto di essere immigrate e donne costrette ad un lavoro-convivenza con il proprio datore di lavoro, spesso 24 ore su 24, in condizioni di segregazione ed isolamento”.

    La piattaforma contrattuale che viene lanciata oggi da Cecina “si pone il problema dell’emersione, della qualificazione di questa figura professionale e di tutele contrattuali oggi assenti – ha precisato Ramona Campari, responsabile Filcams Cgil del settore domestico – come formazione, riposo ferie, malattie, maternità”. La vertenza contrattuale “sarà dunque difficile – ha proseguito Ivano Corraini, segretario generale Filcams Cgil “ avrà bisogno anche di sostegni esterni da parte delle confederazioni e delle istituzioni. Anci, ad esempio, ha espresso la disponibilità a confrontarsi su questo tema”. Guardando a questo comparto della vita della nostra società “si ha modo di cogliere l’enorme distanza tra la realtà del fenomeno migratorio e le polemiche del mondo politico – ha concluso Vincenzo Striano, presidente Arci Toscana – che invece di cercare di governare, insegue ed alimenta le paure irrazionali dell’opinione pubblica”.

(sm)