Tutela europea per i fondi pensione

14/05/2003

ItaliaOggi (Imposte e Tasse)
Numero
113, pag. 25 del 14/5/2003
di Teresa Pittelli


L’effetto della direttiva adottata ieri dal consiglio Ecofin. Norme comuni per i cittadini comunitari.

Tutela europea per i fondi pensione

Mutuo riconoscimento dei regimi previdenziali tra gli stati

Mutuo riconoscimento dei regimi previdenziali tra uno stato e l’altro e regole di investimento comuni. Per tutelare i pensionati Ue e abbattere i costi delle imprese nella gestione dei fondi pensione. Sono gli effetti più tangibili della direttiva sui fondi pensione aziendali e professionali, adottata ieri dal consiglio Ecofin dopo una gestazione di 12 anni. Le nuove norme da un lato proteggono i cittadini con regole comuni a livello europeo sull’allocazione delle risorse gestite e sull’investimento prudenziale. E dall’altro consentono ai gestori dei fondi di beneficiare pienamente del mercato interno e dell’euro, sopprimendo gli ostacoli che ancora dividono un paese dall’altro. Gli enti interessati alla direttiva coprono il 25% della forza lavoro europea, e gestiscono asset per 2.500 miliardi di euro, pari al 29% del pil della Ue.

- Mercato unico. L’accordo permetterà ai lavoratori che cambiano residenza di trasferire anche la loro pensione. E sarà particolarmente utile per le multinazionali europee, che secondo una stima dell’esecutivo Ue risparmieranno fino a 40 milioni di euro. Attualmente, infatti, una multinazionale presente in tutti i quindici paesi dell’Unione dovrebbe rivolgersi a quindici fondi pensione diversi, sopportando costi notevoli. La direttiva, in base al principio del mutuo riconoscimento dei regimi operanti in stati membri differenti, dovrebbe invece eliminare questo problema. Un fondo pensione potrà infatti gestire i contributi previdenziali di imprese con sede in altri stati membri, applicando la regolamentazione prudenziale dello stato in cui ha sede.

- Asset allocation. Gli stati membri avranno la facoltà di sottoporre i fondi pensione con sede sul loro territorio a regole dettagliate relative all’allocazione delle attività gestite, ma dovranno investire almeno il 70% del portafoglio gestito in azioni e obbligazioni, e il 30% in valute diverse da quella con cui verranno effettuate le prestazioni previdenziali.

La direttiva prevede anche che lo stato di residenza fissi regole specifiche di investimento per garantire che gli asset del fondo siano investiti nel miglior interesse dei membri, che l’istituto si registrato e che presenti una relazione contabile annuale.

- I controlli. In proposito, Bruxelles invita gli stati membri a rafforzare i sistemi di vigilanza nazionale sul settore, conferendo alle autorità competenti i poteri necessari a effettuare controlli efficaci sull’attività dei fondi pensione. Due i principi fondamentali. La vigilanza prudenziale del paese d’origine del fondo pensione, e il ´principio di prudenza’, cioè l’obbligo per il fondo di equilibrare gli investimenti tra crescita del capitale e reddito in base alla struttura dell’età degli iscritti, garantendo così dotazioni finanziarie sufficienti a chi va in pensione.

- Obiettivi. Sono la sicurezza ed efficienza degli investimenti, la libertà di scelta del management e dei gestori da parte delle istituzioni, la parità di condizioni tra tutti gli operatori, lo sviluppo delle attività transfrontaliere, la protezione dei pensionati attuali e futuri, e un unico mercato per i servizi finanziari, in particolare per le pensioni complementari. L’organizzazione della protezione sociale e dei regimi previdenziali restano però competenza dei governi, unici a poter decidere se adottare un sistema a capitalizzazione, uno a ripartizione oppure uno misto, e se incoraggiare forme particolari di risparmio. Con soddisfazione il commissario europeo per il mercato interno, Frits Bolkestein, ha annunciato che finalmente ´i fondi pensione potranno disporre di un quadro coerente per l’esercizio delle loro attività nel mercato interno’.

      I punti chiave della direttiva

      TRASFERIBILITÀ. I lavoratori che cambiano residenza potranno trasferire all’estero anche la loro pensione integrativa.Le multinazionali, potranno così risparmiare fino a 40 milioni di euro accorpando i vari regimi esistenti in ogni stato in un fondo unico
      INVESTIMENTI. I fondi dovranno investire almeno il 30%dei propri mezzi in valute diverse da quella utilizzata per pagare le pensioni,e almeno il 70%in azioni o bond quotati.Il paese di residenza deve poi fissare regole per garantire che gli asset del fondo siano investiti nel miglior interesse dei membri,che l’istituto sia registrato e che presenti una relazione contabile annuale
      OBIETTIVI. Assicurare investimenti sicuri ed efficienti,garantire la concorrenza e la protezione dei pensionati,facilitare le attività transfrontaliere,costruire un mercato unico per i servizi finanziari e le
      pensioni integrative
      TEMPI. Gli stati Ue avranno 24 mesi di tempo dalla pubblicazione del provvedimento sulla Gazzetta ufficiale delle comunità europee per trasporlo nelle normativa nazionali
      IL GIRO D’AFFARI. I fondi pensione contano su una clientela pari al 25%della popolazione attiva europea e gestiscono un totale di 2.500 miliardi di euro,equivalenti al 29%del pil della Ue