Tute blu, verso l’accordo separato. Fiom: «Illegittimo»

14/10/2009

La trattativa separata di Fim e Uilm per il rinnovo entra oggi nel vivo: si parla di salario. Federmeccanica avrebbe portato l’aumento da 102 a 106 euro. Fiom: «Intesa minoritaria che non tiene conto dei lavoratori».

Potrebbe chiudersi già tra oggi e domani il contratto dei metalmeccanici, con le sole sigle della Cisl e della Uil. La richiesta della Fiom-Cgil di sospendere la trattativa, evitando appunto l’accordo separato, è rimasto inascoltata, e già ieri, alla vigilia di un nuovo round di due giorni al tavolo con Federmeccanica, la Uilm si è detta pronta a stringere il negoziato sul rinnovo. Sulla parte normativa, infatti, il giudizio del sindacato è «positivo», resta solo il nodo del salario, al centro dell’incontro di oggi. Federmeccanica ha messo sul tavolo una controfferta di aumento retributivo al V livello di 102 euro mensili, portati poi a 106, mentre la richiesta di Fim e Uilm resta quella di 113 euro cui se ne aggiungono 30 per chi non fa contrattazione di secondo livello.
Fim e Uilm ieri hanno esaminato dei testi che riguardano i lavoratori migranti, il fondo di solidarietà per l’occupazione, la sicurezza e l’ambiente, i contratti part-time e a tempo determinato, la formazione e il diritto allo studio, gli enti bilaterali e, soprattutto, hanno tracciato le linee guida per la contrattazione di secondo livello per le aziende che non sono in grado di fare una trattativa aziendale. Al tavolo, come osservatore, Maurizio Landini per la Fiom, che ricorda come si stia profilando «un accordo illegittimo, di minoranza che non tiene conto dello sciopero e delle manifestazioni dei lavoratori di venerdì scorso e, soprattutto, non prevede una verifica democratica con i lavoratori». Le parti «non hanno alcun mandato a fare il contratto perché non c’è legittimazione democratica», dice Landini. Per la Fiom resta come riferimento il contratto in vigore che l’organizzazione non ha disdetto e che scade nel 2011. Oltretutto, «li incontri si stanno svolgendo senza tenere il minimo conto della nostra proposta di interrompere la trattativa e di effettuare un referendum con cui la scelta tra le diverse piattaforme sindacali potesse essere effettuata dai lavoratori e non da Federmeccanica». Insieme al ministro Sacconi (Welfare), anche il vicepresidente di Confindustria Alberto Bombassei ha fretta di chiudere. «Sicuramente si andrà ad una firma separata», dice. Sottolinea come«lo sciopero dell’altro giorno indetto dalla Fiom è stato un messaggio estremamente chiaro». E addirittura si augura che «ci possa essere la firma in pochi giorni, in modo da aprire la strada a tanti altri contratti che stanno per scadere».