Tute blu contro la disdetta, scioperi e ricorsi

09/09/2010

La decisione del comitato centrale della Federazione dei metalmeccanici: blocco di quattro ore
Marcegaglia: bene Federmeccanica, con la Cgil firmati molti contratti. Il problema è la Fiom

ROMA – Un pacchetto di 4 ore di sciopero, assemblee nei luoghi di lavoro e un invito a Fim e Uilm a «sospendere qualsiasi confronto con Federmeccanica» per realizzare un referendum che «verifichi l’esistenza di un mandato ad avviare una trattativa sulle sanzioni e sulla derogabilità del contratto nazionale», oggetto del prossimo incontro con Federmeccanica del 15 settembre. Il Comitato centrale della Fiom, i metalmeccanici della Cgil, ieri ha approvato con 92 voti favorevoli, 26 contrari e un astenuto, queste linee, contenute nel documento proposto dal segretario Maurizio Landini, prima reazione al recesso dal contratto del 2008, deciso martedì dall’associazione datoriale, Federmeccanica. È stato sconfitto così un secondo dispositivo, quello di Fausto Durante, esponente epifaniano della Fiom, dunque più moderato, che puntava a aprire un tavolo tra tutte le parti per un nuovo contratto nazionale, evitando gli scioperi e limitandosi alle assemblee retribuite.
Durissimo il commento del Comitato centrale al recesso: «Un atto grave e irresponsabile che produce una pericolosa rottura democratica e punta a distruggere l’esistenza del contratto nazionale». Il sindacato di Landini insiste inoltre sulla necessità di definire «una legge sulla rappresentanza, rappresentatività e democrazia che riconosca il diritto delle lavoratrici e dei lavoratori a decidere con il loro voto sulla validazione delle piattaforme e degli accordi sindacali».
Chiamando tutti alla massima mobilitazione per la manifestazione nazionale indetta a Roma per il 16 ottobre prossimo, Landini annuncia che sarà rivendicata «in ogni singola impresa» la conferma dell’applicazione del contratto del 2008 fino alla sua naturale scadenza e «ove necessario» si darà corso anche «alle più opportune azioni giuridiche».
Il Comitato centrale infine conferma la scelta di presentare la piattaforma per il rinnovo dello stesso contratto «nei tempi, nella forma e con le modalità che saranno discusse e decise dall’Assemblea nazionale dei delegati e delle delegate che la Segreteria nazionale ha mandato di convocare non oltre il mese di gennaio 2011».
Le ultime parole del documento sono per la Cgil, invitata a decidere «le forme più opportune di mobilitazione generale di tutti i lavoratori dipendenti e pensionati del nostro Paese». «Mi sarebbe piaciuto con la mia proposta che è quella largamente prevalsa nella Cgil, riaprire un dialogo – si rammarica Fausto Durante – e tornare al ruolo di sindacalista. Invece qui volano solo schiaffi».
Alla Fiom muove un’accusa il presidente di Confindustria, Emma Marcegaglia: «Abbiamo firmato tutti i contratti di tutti i settori anche con la Cgil, come quello del tessile, dell’ alimentare e altri: quindi il problema vero è la Fiom, c he non accetta nessun cambiamento, cherenda le aziende più competitive». Marcegaglia conclude con l’auspicio che Fiom ci ripensi e torni a sedersi a un tavolo. Il prossimo utile è quello del 15 settembre, cui Fiom non è stata invitata, ma Landini lo esclude definendo l’appuntamento «un invito a cena col delitto, dove il delitto è la morte del contratto nazionale».