Tuscan cerca un socio per non perdere la Giacomelli

04/11/2004

              giovedì 4 novembre 2004

              Pagina 3 – Cecina 
              Adesso Tuscan cerca un socio per non perdere la Giacomelli

               LARDERELLO. Ore difficili per la cordata Tuscan, impegnata nell’acquisizione della catena di negozi di articoli sportivi Giacomelli. Se il presidente della Società chimica Larderello, Todd Robert Berman, non troverà un altro socio finanziatore (al posto del fondo Leonardo) l’affare salterà irrimediabilmente. E la cordata perderà un mucchio di soldi.

               La situazione, ricerca del nuovo socio a parte, è parecchio intricata. I commissari di Giacomelli hanno escusso la fidejussione da 2,5 milioni di euro dell’acquirente Tuscan. La richiesta è stata formulata la scorsa settimana, dopo che il giudice ha respinto la procedura d’urgenza (ex articolo 700 del codice civile) del fondo Leonardo. È già andato a vuoto un incontro al ministero delle Attività produttive per discutere del caso. E questo ha indispettito i commissari, anche perché Giacomelli ha urgenza di conoscere quale sarà il suo destino.


               Le strade per uscire da questa impasse sono due. La prima prevede l’intervento di Banca Intesa, che comunque aveva già garantito crediti per 25 milioni anche in assenza di Leonardo (ma gli altri soci hanno paura della situazione in cui si trova l’azienda); la seconda ipotesi è quella di far partecipare il fondo Leonardo soltanto a titolo di prestito e non di equity.


               Non è facile nessuna delle vie, però. La lite con il fondo è scoppiata il 26 ottobre. I responsabili di Leonardo si sono tirati indietro perché si sono ritenuti non vincolati a versare l’intera somma stabilita per l’acquisto dell’assett Giacomelli. Motivo? L’impegno garantito ad agosto era soltanto per la fidejussione di 2,5 milioni. Il resto, altri 8,5 milioni, secondo Leonardo doveva essere sindacato. Con chi? Ma con Sun capital, il fondo che fin dall’inizio aveva dimostrato interesse per il marchio. Lo stesso che ha coinvolto un pool di investitori privati, tra i quali Berman, a rilevare l’80 per cento delle azioni Scl.


               Ma c’è di più: i vertici di Leonardo sostengono che la persona che ha firmato le carte – compreso l’impegno con Tuscan – non avesse potere per farlo. A siglare l’intesa poi non sarebbe stato il rappresentante del fondo, ma i suoi legali.


               Il più sorpreso di questo ribaltone sembra essere proprio Berman, che in questi mesi ha lavorato per unire le anime della Tuscan. Era stato lui ad allestire la squadra che doveva risollevare la Giacomelli. Aveva coinvolto – grazie alla vecchia amicizia che lo lega a Berman – Frits Van Paaschen, un manager che in passato ha ricoperto incarichi di prestigio alla McKinsey e poi in alla Disney. Fino a pochi mesi fa poi, è stato vicepresidente e direttore generale corporate della Nike per Europa, Medio Oriente e Africa. Doveva essere il presidente e l’amministratore delegato della nuova Giacomelli. Un doppio incarico che aveva lo scopo di garantire i fornitori della passata gestione, già scottati dal crac finanziario.