Turista Parmatour? Ahi, ahi, ahi

13/01/2004


N.2 anno L 15 gennaio 2004

Turista Parmatour? Ahi, ahi, ahi
 
Come e perché è finito male il business vacanze
 
di Stefano Livadiotti

"Mio padre ha un vizio: quando fa le cose le fa molto bene…". Così, cinque anni fa, Francesca Tanzi, figlia solitamente schiva di Calisto, dipingeva il suo papà in una profetica intervista al supplemento economico del ‘Corriere della Sera’. All’epoca nessuno poteva immaginare che il re del latte sarebbe diventato il protagonista della più colossale truffa organizzata nell’Europa del Dopoguerra.

E che un ruolo centrale nell’affaire, forse suo malgrado, sarebbe toccato proprio a Francesca, cui la famiglia aveva delegato il business turistico. E cioè quella Parmatour (controllata dalla Nuova Holding di Francesca e del fratello minore Stefano) per la cui sopravvivenza Calisto ha cominciato ad ammettere di aver sottratto qualcosa come 500 milioni di euro alle altre province del suo stesso impero.

Esile, bionda e con gli occhi verdi, scuole dalle Orsoline e una laurea in geologia con specializzazione in paleontologia, la trentaseienne Francesca viene gettata nella mischia all’inizio degli anni Novanta, con un mandato forte: diventare la signora del turismo. Lei è ancora poco più che una bambina. Papà Calisto invece va forte e ha deciso di diversificare puntando sull’industria delle vacanze. Per cimentarsi nell’avventura Tanzi ha scelto come socio Giampietro Donzelli. Insieme costituiscono la Itc & p. e subito rilevano senza troppo badare a spese un marchio di grido come il Club Vacanze. Poi inizia il lungo corteggiamento alla Cit, costola delle Ferrovie (allora guidate da Lorenzo Necci) dotata di una ricca rete di agenzie. La partita sembra semplicissima. Nasce pure una società, la Ecp, nel cui libro soci figura l’allora Banca di Roma (oggi Capitalia), ai primi posti nella lista degli istituti creditori della Parmatour. Francesca si rimbocca le maniche. Poi però Necci viene travolto e la società va all’aria. Tanzi, che già aveva acquistato la Comitours e che più tardi liquiderà il socio Donzelli, decide di andare avanti comunque, anche da solo. A colpi di shopping. E senza guardare troppo ai conti. L’obiettivo è come sempre ambizioso. Nella tabella di marcia viene fissato il traguardo di un miliardo di euro di giro d’affari nel 2004, quando il gruppo, che aveva cambiato nome prima in Club Vacanze e poi in Holding Italiana Turismo, avrebbe dovuto ottenere la leadership nazionale del settore, consacrata da uno sbarco in grande stile a piazza Affari.

L’impero continua a crescere. Con nuove province come Ausiliare, Going, Chiarica, Last Minute Tour. "Alla nostra famiglia piace sempre fare le cose in grande", dice in una delle rare uscite pubbliche.

Ma il crack si avvicina. Mentre Francesca fa il suo ingresso nel mondo confindustriale con la vicepresidenza di Federturismo (nominata direttamente dalla presidenza di Antonio D’Amato, fornitore del gruppo Tanzi). E il re del latte inizia a far balenare la figura di un compratore capace di liberarlo del pesante fardello.