Turismo: valanga di cifre che non soddisfa nessuno

17/12/2004


             
            venerdì 17 dicembre 2004

            pagina 15 Turismo

             
            Valanga di cifre che non soddisfa nessuno
             
            Giorgio Bertoni
             
            Siamo alle solite: il mondo del turismo, con cadenza tetragona, sforna, di questi tempi, decine di cifre sul periodo Natale-Capodanno. Una tendenza ormai uggiosa, non tanto perché le associazioni non siano legittimate a farlo (pochi giorni fa è stata Federalberghi a divulgare i suoi dati), ma perché i flussi di dati si accavallano e spesso, come nel caso di Assoturismo-Confesercenti e di Assotravel-Confindustria, si contraddicono. A chi dare ragione? Si badi bene: nessuno afferma che qualcuno mente. Ma qui non si capisce più se il turismo è in crisi o è in ripresa, se la gente ha di nuovo voglia di viaggiare o preferisce rinchiudersi tra le mura domestiche. Insomma un pasticcio che, vanamente, avevamo già stigmatizzato l’estate scorsa.

            Gli interessi in gioco, d’altronde, sono alti. Ogni associazione di categoria ha ´bisogno’ di visibilità nei confronti dei suoi associati, ha bisogno di dire: ´Io esisto’. Modo migliore non c’è che fornire dati ai media, ´divoratori’ inconsapevoli di cifre. E se magari ci scappa il passaggio televisivo, sempre tragicamente generico e qualunquistico, perché punta al dato che ´fa notizia’, più che a una seria analisi del fenomeno turismo, il gioco è fatto.

            Resta l’interrogativo: a chi credere? Alla fine, a tutti e a nessuno, con buona pace dei centri studi interni o esterni alle associazioni che elaborano i dati. Perché i periodi di rilevamento sono diversi, ancor più lo sono i campioni di indagine e le metodologie di rilevamento. Tour operator e agenti di viaggio sanno bene che, in queste ultime settimane, si è assistito, per esempio, a un fenomeno anomalo: le prenotazioni con partenze da Natale e fino a febbraio sono iniziate in sordina. Solo da pochi giorni c’è un risveglio della domanda, che comunque sta premiando la settimana dell’Epifania, più che quella di Natale, complice il calendario.

            Resta la tendenza di fondo: un cauto risveglio della voglia di viaggiare. Per i più, con un occhio al portafoglio; per i relativamente pochi non toccati dalla crisi, con attenzione alla qualità del servizio e alla meta esotica-esotica.

            Ma, al di là delle tendenze, restiamo sempre in attesa di un’unica voce del turismo, che fornisca dati condivisi da tutti, senza inutili fughe in avanti. (riproduzione riservata)