Turismo, un’offerta da ripensare

24/09/2004


            venerdì 24 settembre 2004

            sezione: ECONOMIA ITALIANA – pag: 18
            IL SISTEMA PAESE • Dopo la Conferenza di Genova si delineano le strategie per rispondere alla crisi del settore
            Turismo, un’offerta da ripensare
            Roberto Ruozi (presidente del Touring Club): prodotti e servizi vanno adeguati alla domanda internazionale

            VINCENZO CHIERCHIA

            MILANO • «Un maxi-stanziamento per la promozione dell’Italia turistica sui mercati internazionali segna un rinnovato interesse del Governo ma rischia di essere poco produttivo. Il vero nodo da affrontare è la riorganizzazione dell’offerta turistica italiana preliminare al rilancio della promozione». Per Roberto Ruozi, presidente del Touring club, la recente Conferenza di Genova (si veda «Il Sole-24 Ore» del 21 e 22 settembre) ha segnato una chiara presa di coscienza da parte dell’Esecutivo nazionale e delle Regioni che il sistema turistico italiano è in pesanti difficoltà. Sulle strategie che si vanno delineando ci sono però riserve. «Sarebbe errato presumere che una ripresa della promozione dell’Italia turistica sui mercati internazionali risolva più o meno automaticamente i problemi del settore — sottolinea Ruozi —. Affinché una promozione abbia successo occorre infatti che i prodotti e i servizi in oggetto siano adeguati alla domanda internazionale. Questa è un’ipotesi che riguarda oggi solo una parte della nostra offerta turistica, mentre gran parte del sistema è obsoleto e necessita una profonda ristrutturazione».

            Per Ruozi i grandi poli delle vacanze in Italia sono nati, ad esempio, sull’onda della chiusura estiva delle grandi aziende e sulle esigenze di famiglie che trascorrevano tre o quattro settimane di fila in vacanza. «Questo sistema non regge più, Rimini — sottolinea il presidente del Tci — era la piazza bancaria con il maggior volume di marchi convertiti in lire, ma oggi di tedeschi ne vede pochi mentre è entrata nell’orbita dei russi che però hanno esigenze e interessi affatto diversi». Situazione non troppo dissimile per il sistema turistico-termale, oggi a caccia del recupero dopo anni di marcia a pieni di giri seguiti da una pesante caduta.

            «Il problema di fondo dell’Italia — commenta Ruozi — è che bisogna far sì che venga incentivata l’innovazione, e, in questo caso, la riconversione del sistema ricettivo. Per quanto riguarda l’Enit occorre rendersi conto che il modello va ripensato. Insomma, aumentare gli stanziamenti potrebbe rivelarsi poco utile. Purtroppo gli operatori quest’anno hanno reagito alla crisi aumentando i prezzi, per recuperare margini di guadagno di fronte a una domanda in calo. L’effetto è stato devastante: la domanda turistica, sia italiana sia straniera, di fronte a prezzi in salita è caduta ancora di più. Una situazione sintomatica di un sistema arretrato, poco flessibile e innovativo. Oggi l’attenzione al prezzo nel turismo è elevata. Gli operatori che hanno capito ciò, hanno tagliato le tariffe e recuperato clientela». Da valutare attentamente anche il fatto — ricorda il presidente Tci — che un po’ tutti i Paesi vicini all’Italia, e suoi diretti concorrenti, hanno nelle case da gioco uno dei perni dell’industria turistica.

            Per Ruozi, dunque, sarà determinante l’impegno delle imprese sul fronte del rinnovamento dell’offerta turistica: «Il grosso del lavoro spetta agli operatori privati, anche se la voce degli operatori a Genova è stata flebile e poco costruttiva e più che altro si è risolta in un pianto, questo atteggiamento non serve a nulla». La sfida — aggiunge — si giocherà sullo sviluppo di network, ossia di reti operative tra gli imprenditori del settore, visto che la struttura turistica italiana, come quella industriale, è fondata sulle piccole e medie aziende.

            E gli imprenditori sono mobilitati in questi giorni per sollecitare il Governo. «Il consuntivo dell’estate conferma — sottolinea Costanzo Jannotti Pecci, presidente di Federturismo-Confindustria — la necessità che il Governo proceda con urgenza sia ad assicurare le risorse promesse con la prossima Finanziaria sia a procedere incisivamente con la cabina di regia del turismo prevista a Palazzo Chigi, coinvolgendo Regioni e imprese».