Turismo: Una miniera per il lavoro

31/05/2001

Il Sole 24 ORE.com

RAPPORTI
Supplemento al numero odierno del Sole-24 Ore
Lunedì 28 maggio 2001






Pagina VII
    Rapporti – Turismo
    Occupazione

    Una miniera per il lavoro
    Per i nuovi addetti stimata una crescita del 5% entro il 2002 con 28mila assunti
    Alessia Maccaferri
    Anche se molti nuovi assunti sono lavoratori stagionali, il turismo è uno dei settori che più sta contribuendo a creare nuova occupazione. E le potenzialità sono ancora in parte inespresse.
    Nel biennio 2001-2002 il Cirm, che ha condotto un’indagine per conto del dipartimento del Turismo del ministero dell’Industria, stima un aumento occupazionalecomplessivo attorno al 5%, con 28mila nuovi assunti (mentre, secondo Unioncamere, l’incremento dovrebbe essere del 4,8% con 22mila nuovi addetti). Ma già negli ultimi due anni l’occupazione ha visto un’espansione in linea con la crescita del settore: complessivamente i nuovi occupati nel biennio 1999-2000 divrebbero essere oltre 125.300, secondo le stime elaborate dal Touring Club Italiano nell’ultimo Libro bianco sull’occupazione e formazione nel turismo.
    Le assunzioni stabili, per il Tci, ammonterebbero a circa 27.900 nei quattro comparti principali: 15.800 nella ristorazione, 9.300 nel settore alberghiero, 1.800 nell’intermediazione (tour operator, agenzie di viaggi) e mille nelle altre attività ricettive (campeggi, affittacamere, agriturismo). A questi vanno aggiunti i 97.463 nuovi lavoratori stagionali di cui 61.200 negli alberghi, 23.300 nella ristorazione, 10.800 nelle altre strutture ricettive e circa 2mila nelle attività di intermediazione.
    La stagionalità, caratteristica tipica del settore, registra un fenomeno nuovo: l’impiego di lavoratori immigrati. Non ci sono stime ma il loro numero è crescente – assicura Federalberghi – specialmente negli alberghi del Veneto, del Trentino-Alto Adige e sulla Riviera romagnola. Svolgono perlopiù mansioni in cucina e ai piani, raramente a contatto con la clientela.
    La flessibilità del settore, dal punto di vista dell’occupazione, trova conferma nel tipo di contratti che, secondo le stime Tci, sono stati firmati tra il 1999 e il 2000 per i lavoratori stabili: quasi la metà delle assunzioni sono regolamentate da contratti a tempo determinato (23,2%) e da contratti di formazione lavoro (20,6%). Si registra una maggiore incidenza dei contratti a tempo determinato nelle attività ricettive sia alberghiere (33,8%) sia extralberghiere (37,7%). Infine, il part-time riguarda il 14,2% delle assunzioni stabili, una percentuale più che doppia di quella registrata nel complesso delle attività economiche (6,7%).
    Per le attività turistiche si stima, tra il 1999 e il 2000, un incremento occupazionale del 4,7% rispetto al biennio precedente, superiore a quello medio nazionale (circa il 2,2), «anche se – fa notare l’analisi Tci – riguarda in buona parte le posizioni temporanee o atipiche».
    Il tasso di crescita più elevato si rileva al Sud con un +5%, seguono il Nord Est (4,9%), il Nord Ovest (4,8%) e il Centro (+3,9%). Le assunzioni stabili sono più numerose nel Nord Ovest, dove una quota consistente delle attività turistiche è legata al turismo d’affari (Lombardia e Piemonte) o a una stagionalità più ampia (Liguria). L’area in cui è più consistente la quota di stagionali è il Mezzogiorno, dove è anche maggiore il ricorso a personale non qualificato.
    Gli ultimi dati complessivi relativi all’occupazione nel settore, risalenti al 1999, indicano oltre due milioni di addetti, anche se il World Travel and Tourism Council innalza la stima a 3,7 milioni. I dati non coniderano poi il lavoro nero, che, secondo il Tci, supererebbe il 20 per cento.
    Dei 2.033.000 lavoratori del turismo (pari a circa l’8,8% dell’occupazione nazionale), 1.500.000 sono diretti. La domada straniera genera circa il 37,9% dell’occupazione diretta (circa 580mila unità), quella italiana il restante 62,1% (950mila unità).
    Le rosee prospettive del turismo sono confermate dagli operatori. «Il 2001 sarà l’anno della verifica dell’andamento del settore – dice Roberto Pedrazzi, responsabile dell’Associazione italiana catene alberghiere – dopo il Giubileo. Di certo l’occupazione è in crescita, favorita, per quello che riguarda il comparto alberghiero, da nuove aperture». Il settore è sempre più sensibile ai temi legati alla qualità dell’offerta, ricorda Pedrazzi, e «ora è necessaria una migliore formazione professionale».
    Infine, è in dirittura d’arrivo il Contratto collettivo nazionale di lavoro del settore che va a recepire la nuova disciplina in materia di lavoro notturno e di lavoro a tempo parziale.
    Alessia Maccaferri

 
|


 
Copyright © 2000 24 ORE.com. Tutti i diritti riservati
   

…………………………………..