«Turismo, un piano per crescere»

23/09/2010

ROMA — Non si è sempre detto che il petrolio dell’Italia è il turismo? Ecco che Confindustria insieme a Federturismo e PricewaterhouseCoopers, ha presentato un piano in cinque punti per far passare la quota del Pil proveniente dal turismo dal 9,5% al 18,5%, accrescere l’occupazione del settore passando da 2,6 milioni di addetti a 4,3, generare un gettito aggiuntivo per l’erario per 100 miliardi attraverso investimenti pubblici inferiori a 40 miliardi. Le cinque leve strategiche prevedono: interventi sulle infrastrutture, in particolare la realizzazione di un hub aeroportuale nazionale e mini-hub regionali, strutture portuali e ferroviarie attraverso investimenti per 100 miliardi di euro, il 40% dei quali da interventi pubblici; destagionalizzazione degli arrivi portando l’indice di stagionalità al livello dei competitor europei; sviluppo per il Sud alzando il tasso di turisti stranieri e l’incidenza del turismo culturale sui valori del resto del Paese; puntare sui grandi eventi. Per il presidente degli imprenditori Emma Marcegaglia non è una missione impossibile benché se ne parli da tanti anni: «Raddoppiare il contributo che il turismo dà al Pil nazionale non è una chimera, abbiamo gli strumenti per agire, facciamolo subito, in maniera decisa e coordinata». Il turismo, ha sottolineato il numero uno di viale dell’Astronomia, «è una delle poche materie prime di cui dispone questo Paese, un settore strategico che però genera meno ricchezza e occupazione di quanto accade in altri Paesi, che non hanno il nostro patrimonio di risorse culturali e paesaggistiche, e uno spreco inaccettabile che non possiamo permetterci». Il piano nazionale del turismo è «un piano che il nostro Paese non ha mai avuto, identifica obiettivi chiari e raggiungibili», ha concluso Marcegaglia.