TURISMO, STAGIONE TURISTICA NON POSITIVA, ANCHE PER L’OCCUPAZIONE

15/09/2014

15 settembre 2014

Turismo, stagione turistica non positiva, anche per l’occupazione

La stagione turistica estiva 2014, ormai quasi alle spalle, non è stata delle migliori, sia dal punto di vista meteorologico che in termini occupazionali.
I timidi segnali di ripresa di inizio anno, non sono stati confermati nel periodo da giugno ad agosto, mesi in cui, le temperature estive avrebbero dovuto portare ad un aumento dei flussi turistici sia italiani che stranieri e all’incremento dell’occupazione.
Turismo italiano in calo, in maniera diversificata tra nord e sud e a seconda delle regioni; stabile il turismo di provenienza straniera.
A risentirne è principalmente l’occupazione, già fortemente influenzata dalla forte stagionalità che caratterizza il viaggiare italiano, concentrato prevalentemente nel periodo estivo.
I dati diffusi da Confidustria e Federalberghi segnalano un trend negativo e una diminuzione importante, soprattutto in un periodo in cui si aspettava una ripresa.
Quello che più preoccupa, è il costante aumento del ricorso a tipologie contrattuali flessibili e precarie, che spesso rispecchiano solo le esigenze del datore di lavoro costringendo il lavoratore ad accettare ogni condizione pur di lavorare” ad affermarlo è Cristian Sesena, segretario nazionale della Filcams Cgil.
Camerieri, cuochi, addetti delle pulizie, figure professionali in crescita, ma solo con contratti a tempo determinato, apprendistato e collaborazioni. I contratti a tempo indeterminato sono poco più del 10% del totale.
Inutile nascondersi dietro il maltempo, l’industria turistica italiana ancora non è pronta e ben organizzata ad ogni eventualità, dalle località turistiche marittime alle piccole e grandi città d’arte. Nonostante gli ultimi interventi del Ministero della Cultura, sono ancora troppo i limiti del sistema e pochi gli investimenti su un settore così potenzialmente strategico.
Mancanza di infrastrutture, di programmazione e investimenti economici: in sostanza di una strategia di governance del settore.
“Dobbiamo ricordarci però” prosegue Sesena “il turismo incide quasi del 10% sul Pil nazionale, che nel settore sono occupati da 900mila ad 1 milione di lavoratori a seconda della stagione, che rappresenta quasi il 5% dell’occupazione nazionale.”

Altrettanto importante è la condizione economica delle famiglie italiane, attanagliate dalla crisi, i cui deleteri effetti, gli ormai famosi 80 euro in busta paga elargiti dal Governo, non hanno certo mitigato.
Rilanciare le politiche del lavoro per rilanciare i consumi e migliorare la capacità di spesa delle famiglie, e per tornare a crescere: solo così potremo ridare speranza agli italiani e una vera prospettiva di sviluppo al paese.