Turismo, stagione in salita

15/02/2005

    martedì 15 febbraio 2005

    sezione: ECONOMIA ITALIANA – pagina 21

    Indagine Istat: cresce il pessimismo tra gli operatori sugli arrivi, in vista tagli all’occupazione
    Turismo, stagione in salita
    Per il Touring club continua la perdita di competitività in Europa e calano gli investimenti
    VINCENZO CHIERCHIA

    MILANO • L’Istat lancia l’allarme sulla stagione turistica 2005: gli albergatori sono nettamente pessimisti sull’anno in corso, che parte in retromarcia, come rileva un’indagine dell’Istituto di statistica pubblicata ieri. In dettaglio, i timori degli albergatori sono particolarmente elevati al Sud e per quanto riguarda l’arrivo degli stranieri. L’Istituto sottolinea poi il fatto che, a causa delle attese negative sulla stagione, è in crescita il numero di imprese alberghiere che si prepara a tagliare l’occupazione.

    Una conferma delle difficoltà dell’industria turistica italiana arriva dal Rapporto 2005 del Touring club, redatto in collaborazione con il Gist, e presentato ieri alla Bit di Milano, insieme ad un rapporto del centro studi Ciset dell’Università di Venezia.


    Dall’analisi del Touring emerge che gli investimenti nel settore turistico sono drasticamente calati: dai 30 miliardi del 2002 ai 20,9 miliardi del 2004. In caduta anche la spesa pubblica per il settore passata dai 13,5 miliardi del 2002 ai 9,4 miliardi complessivi dello scorso anno. Come ha sottolineato Guido Venturini, direttore generale del Touring club, l’Italia sconta un marcato divario di competitività rispetto agli altri Paesi. E l’analisi del Ciset ha messo in rilevo che quest’anno il tasso di crescita del turismo estero in Francia e Spagna dovrebbe avvicinarsi al 3%, una quota quasi doppia rispetto alle più ottimistiche previsioni per l’Italia ( 1,7%), cui viene attribuito il tasso di incremento più basso in Europa dopo la Gran Bretagna ( 0,5%).
    Gli operatori rinnovano le preoccupazioni. « Manca un coordinamento nazionale, occorre rilanciare la promozione sui grandi mercati e chiediamo un impegno di alto profilo del Governo » , ha detto Mauro Piccini, presidente di Alpitour alla presentazione dell’accordo strategico con la catena Tivigest che ha portato alla costituzione di un polo per l’attrazione dei turisti dall’estero, forte di 43 strutture ricettive e 20mila posti letto. « Con le alleanze — commenta Graziano Debellini, presidente di Tivigest — cerchiamo di contrastare la debolezza del mercato turistico italiano che ha grandi potenzialità ma è in ristagno e soffre la concorrenza dei big internazionali » .


    « A minare la competitività dell’Italia ci sono vincoli sugli investimenti — aggiunge Renzo Iorio, presidente di Aica —. Ad esempio, è impossibile sviluppare una catena di hotel a basso costo a causa degli obblighi sulla metratura minima delle camere che così alza costi e prezzi » .


    E un’analisi della Seat ha mostrato le anomalie del mercato alberghiero: i segmenti che crescono di più sono quelli a 4 e 5 stelle anche se il numero assoluto resta minimo, il grosso degli hotel è a tre stelle. Inoltre ha una piscina solo il 21% degli hotel, mentre solo il 3% ha un centro benessere, il 30% può accogliere disabili e il 12% ha almeno una postazione Internet. Le strutture ricettive in Italia sono oltre 50mila, ma il 90% dei posti letto è offerto solo dal 12% dei Comuni, pari a circa 900.


    Infine, la Rai ha presentato alla Bit gli accordi per lo sviluppo dei canali multimediali per il turismo.